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Un punto e basta

Due sconfitte a Reggio, una a Messina l'anno scorso negli ultimi due campionati, stavolta arriva un pareggio in rimonta al San Filippo. La Lazio gioca malino ma conquista un altro pari in trasferta grazie al gol di Manfredini che nel finale replica al gol di Rafael. Buon risultato per i biancocelesti che alla fine ringraziano le parate di Peruzzi capace di tenere in gioco la squadra fino all'arrembaggio finale poi condito dalla rete dell'1-1. Delio Rossi (in tribuna per squalifica) si affida alla stessa squadra di Parma con la sola eccezione di Tare schierato al posto di Rocchi. Pandev gioca sempre a destra al posto del lungodegente Behrami. Sull'altro fronte Mutti lascia in panchina Giampà e Donati che pure non avevano demeritato nel derby contro il Palermo: dentro Rafael e Coppola. Si parte e il Messina fa la partita, attacca, pressa la Lazio. E da poco superato il quarto d'ora quando nel giro di centottanta secondi costruisce due clamorose occasioni. Sulla prima Peruzzi ipnotizza Di Napoli e respinge il tiro, sulla seconda sempre il portiere si fa trovare pronto sulla prima conclusione di Rafael, sulla seconda è fortunato perché lo stesso attaccante giallorosso tira alto. Liverani richiama i suoi, prova a ricucire il gioco senza trovare risposte adeguate dai compagni mentre il secondo di Rossi, Fedele Limone si sgola dalla panchina. Così puntuale, meritato, arriva il vantaggio dei padroni di casa. Punizione «telefonata» di D'Agostino da quaranta metri, difesa laziale immobile e Rafael fa secco Peruzzi. Le proteste dei biancocelesti sono ingiustificate e Pieri convalida. La Lazio si innervosisce ma almeno reagisce: pasticcio di Rezaei e Coppola, palla a Siviglia che indovina un pallonetto respinto da Storari con una parata plateale ma efficace. E, poco dopo, sempre il portiere di casa, si ripete chiudendo l'angolo giusto su una girata mancina di Tare. Il Messina lascia campo alla Lazio e così i biancocelesti insistono. E sono anche sfortunati al 36': discesa di Oddo, girata volante di Di Canio e palla sulla traversa. Zauri perde la pazienza all'ennesima punizione che Pieri non gli fischia e rimedia un giallo inutile. Il primo tempo si chiude con il Messina in vantaggio e la Lazio a riflettere su quei primi 25 minuti regalati all'avversario. Comincia la ripresa ancora con i biancocelesti alla ricerca del pareggio. Non è un assalto ma la banda di Rossi ce la mette tutta. Il gioco non fila come al solito e allora si soffre sui contropiedi di Di Napoli e Muslinovic. Rossi dalla tribuna si accorge degli stenti dei suoi e sostituisce Di Canio con Keller. Pandev avanza vicino a Tare, si torna al canonico 4-4-2 ma le cose cambiano poco. Perché Cribari non è in giornata e ci vuole il solito Peruzzi a tenere in bilico il risultato con una nuova prodezza su un assolo del guizzante Di Napoli. E qualche minuto dopo anche Sculli sciupa tutto solo davanti al portiere. Insomma poca Lazio e tanto Messina, più pungente degli avversari nonostante il vantaggio. Ma si sa, nel calcio chi sbaglia paga e il destino è pronto a colpire ancora una volta. C'è spazio anche per Mudingayi al posto di Dabo e Rocchi per Pandev mentre Mutti fa esordire il giovane Floccari e richiama Di Napoli, applauditissimo dal pubblico del San Filippo. Un errore imperdonabile quello del tecnico messinese quello di far uscire il suo uomo migliore perché poco dopo la Lazio raccoglie il frutto del suo pressing finale: minuto trentatré, cross di Keller, spunta la testa di Manfredini che rimette il punteggio in parità. E, qualche secondo più tardi, lo stesso ivoriano segna ancora ma stavolta l'arbitro annulla per fuorigioco su giusta segnalazione dell'assistente Cuttica. Peruzzi salva il risultato su Floccari e decide che la gara deve finire così: 1-1 e tutti a casa.

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