Sport

Toto-Cassano

Un mercato che non potrà vedere però la Roma quale attrice protagonista, ma solo comprimaria costretta semmai a vendere. Lo stop del Tas di Losanna ha costretto la società giallorossa a giocare praticamente senza carte e a programmare operazioni solo in uscita: per monetizzare, aspettando la finestra di giugno per portare a termine i colpi pretesi da Spalletti. Già, Spalletti, che al momento è l'unico capo saldo del fantomatico progetto giallorosso. L'unica certezza è che la Roma il prossimo anno partirà ancora da lui e che finalmente il tecnico toscano potrà avere, nomi a parte, una squadra tutta sua. Potrà cioè fare quello che quest'anno non gli è stato permesso: chiedere dei giocatori, plasmare un gruppo, una squadra, un modulo a sua immagine e somiglianza. In realtà questa operazione è già iniziata e le dichiarazioni del post-Basilea non sono casuali. «Chi non vuole rimanere può accomodarsi... L'importante è che ce li paghino». Come dire che Cassano, ormai sempre più isolato all'interno del gruppo giallorosso nonostante le smentite di facciata, è un giocatore del quale si può fare a meno. Cosa nota e confermata dalle trattative più volte interrotte, da una parte e dall'altra, rese pubbliche a mo' di ripicca, smentite e repliche d'ogni tipo. La certezza e questo l'hanno capito anche i sassi, è che Cassano è un giocatore sul mercato. Non solo, ma è un giocatore del quale la Roma si «deve» privare ora se vuole monetizzare qualcosa. Vista l'impossibilità di prolungare l'accordo, la Roma sta alla finestra. Lì sotto però, non c'è la preventivata fila di gente che aspetta Cassano come manna dal cielo. Non che il giocatore non abbia valore sul mercato s'intenda, ma con la scadenza del contratto a giugno semmai c'è la corsa a pagarlo meno. Ma c'è anche chi, come il Real che in precedenza era interessato al giocatore solo per giugno, ha ora urgenza di rimpiazzare un attaccante (Raul infortunato) subito. Ecco allora che il club madridista, secondo la stampa spagnola, passa all'attacco: anche se in realtà di attacco vero e proprio non si può parlare e nessun intermediario si è visto a Roma (solo un fotografo mandato da Marça fuori ai cancelli di Trigoria). In realtà il Real vuole capire quanto la Roma pretende «davvero» per il talento barese e avere la certezza che l'offerta non verrà rifiutata. Il primo contatto (12 milioni di euro) è stato definito «surreale» dagli spagnoli che sarebbero disposti a pagare meno della metà: qualcosa attorno ai cinque milioni. Troppa la distanza tra le due parti, ma un accordo si può trovare. Il problema è lo stipendio percepito dal giocatore che la Roma ovviamente non vorrebbe aver decurtato dalla cifra del cartellino. Esempio: se le due parti si accordassero per 7 milioni, da questa cifra poi la Roma dovrà togliere gli stipendi (6 mesi) che il giocatore dovrà percepire fino alla scadenza del suo contratto. A conti fatti le resterebbero in mano poco più di quattro milioni (4.2 euro più euro meno). Nota di colore, dalla Spagna fanno sapere che dietro all'operazione Cassano ci sarebbe l'attenta regia di Capello in odore di rientro al club di Madrid. Chiusa di Moggi ieri alla stampa. Domanda: secondo lei Cassano andrà al Real? Risposta: «Credo di sì... ma non si sa mai». L'alternativa al Real resta l'Inter: almeno la più credibile per quanto riguarda la finestra di mercato di gennaio. Mancini ha il problema di dover rimpiazzare Martins che andrà a giocare (come Nonda del resto) la Coppa d'Africa a inizio anno. In questo caso l'operazione prevederebbe uno scambio con un giocatore: Pizarro. Il centrocampista cileno è un pallino di Spalletti che lo ha messo in cima alla sua lista di gradimento. Vista l'impossibilità di operare ora, la Roma potrebbe cedere Cassano per una cifra irrisoria a gennaio e poi avere Pizarro a giugno. Non è un caso se nei giorni scorsi Marco Branca, l'uomo del me

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.