Ieri il Tas di Losanna ha ratificato la sentenza definitiva che «condanna» la Roma a un indennizzo al club transalpino di sette milioni di euro (4.5 il valore del giocatore, 2.5 l'indennizzo ai francesi), più un turno di sospensione dalle trattative di mercato (in entrata, ndr): dal 30 gennaio la Roma sarà quindi una società libera. Uno grosso sconto, rispetto a quello che la società giallorossa si aspettava, (2 turni di stop e circa dieci milioni), sconto che rimette in pista la Roma per la prossima stagione. Nessuna operazione si potrà portare a termine nella «finestra» di gennaio, ma già a partire dal mercato di giugno la Roma sarà libera di operare sul mercato per costruire la squadra del futuro. Soddisfatto il presidente Sensi che a fine giornata ha rilasciato una dichiarazione ufficiale sulla sentenza dei giudici svizzeri. «Prendo atto — dice il numero uno gaillorosso nella nota aparsa sul sito della società — con viva soddisfazione, dell'accoglimento, da parte dei giudici del Tas, del nostro doppio appello. Il nostro ricorso modifica, in modo sensibile e rilevante, le due precedenti sentenze emesse dalla Fifa in una vicenda che già ha prodotto danni incalcolabili alla As Roma, ben al di là delle effettive provate responsabilità della società». Il presidente Sensi ringrazia lo staff legale giallorosso che ha portato a csa questa vittoria. «Voglio esprimere tutto il mio più affettuoso e sentito ringraziamento agli avvocati Antonio Conte e Juan Crespo, che con la loro competenza e passione hanno difeso la società evitando che la As Roma subisse una pesante quanto ingiusta sanzione». La sintesi della sentenza è chiara. La Roma, secondo il Tas, non si è limitata a spingere Mexes verso rescissione unilaterale del contratto. Il club giallorosso «ha provocato la rottura». «La responsabilità acclarata» giustifica quindi, secondo i giudici svizzeri, il provvedimento relativo al blocco del mercato in entrata per la sessione invernale. La Roma, evidenzia il Tas, può comunque beneficiare di «circostanze eccezionali». Soddisfatto anche il ds giallorsso Daniele Pradè, unico collettore tra società, squadra e staff tecnico. «Siamo soddisfatti per la sentenza tecnico-giuridica, ora possiamo darci una programmazione ben definita, ci dispiace di non poter operare a gennaio ma questo ci consente, con il tecnico Spalletti, di vedere cosa ci serve. Tante cose le abbiamo già capite, sappiamo pregi e difetti di questa squadra. Cassano? Lasciamo tutte le porte aperte, noi abbiamo fatto un'offerta importante al calciatore che è stata rifiutata, d'altra parte non abbiamo ricevuto alcuna offerta per Cassano». «Il Tas ha accolto la nostra domanda di impugnazione — ha addetto felice l'avvocato Conte — al di là dei danni incalcolabili che la società ha subìto, questa sentenza non può non riempirci di soddisfazione. Noi eravamo certi di aver dimostrato a questo tribunale che le due sentenze di giugno della Fifa erano sproporzionate. Abbiamo dimostrato che per questa valutazione erano stati adottati parametri eccessivi. Ricorso? La doppia sentenza è talmente articolata che non permette una risposta immediata. Stiamo valutando con l'avvocato Crespo e tutte le altre persone che ci hanno aiutato. C'è la possibilità di ricorrere al tribunale cantonale elvetico, ma per quanto abbiamo potuto leggere anche la buona fede della Roma è stata ridisegnata in modo adeguato. Non ci precludiamo comunque nulla». C'è tempo dunque, per lolo staff legale giallorosso,una volta letta dettagliatamente la sentenza (60 pagine in totale), di decidere se andare avanti: improbabile. Bisognerà comunque aspettare le mosse della Fifa e dell'Auxerre per decidere il da farsi. Un sospiro di sollievo per l'involotario protagonista della vicenda: Philippe Mexes. «Mi sento sollevato» ha commentato il francese. «Il Tas mi ha dato più o meno ragione visto che l'Auxerre chiedeva 20 milioni di euro e invece ne avrà 7. Ebbene, la Roma era pr
Romascontata
Sentenza del Tas sul caso-Mexes: mercato fermo un turno e 7 milioni. Ricorso improbabile