Sport

Rocchi: «Sarà derby vero»

La premiata ditta Di Canio&Rocchi annusa l'aria da grande evento e proietta lo sguardo verso i novanta minuti più attesi. «Roma-Lazio non è una partita come le altre», sottolinea Tommaso, ormai laziale fino al midollo. Strimpella con la chitarra l'inno biancoceleste in tv, rimanda a memoria l'azione del 3-1 dello scorso 6 gennaio -la Befana magica- e sorride di gusto guardando la classifica dopo l'1-0 con la Fiorentina. La Lazio è lassù, «dove osano le aquile», esclama Di Canio, insieme alle grandi. Però ora si pensa molto e si parla poco. «Dobbiamo essere umili», sentenzia l'idolo della Nord e Rocchi gli va dietro, anche se prima si concede una digressione speciale. Soprattutto per i tifosi. «L'ultimo 0-0 nella stracittadina è stato davvero brutto. Anche se va detto che le squadre hanno pagato il primo caldo e poi la classifica era brutta. Però quella partita ci ha insegnato che nel derby non ci si può accontentare». Quindi la promessa, affidata ai microfoni di Canale 5. «Giocheremo alla morte, per cercare di vincere ma senza sottovalutare la Roma». Un monito da raccogliere e da diffondere nello spogliatoio, dove il diktat è volare basso e mantenere alta la tensione. Con un moto d'orgoglio da trasferire sul campo e un retroscena simpatico. Confessa Rocchi: «Ho incontrato domenica sera Lotito e mi detto: "Daje ghepardo, la prossima settimana c'è un'altra battaglia"». Il conto alla rovescia è già iniziato: la vigilia sarà scandita da riti, dvd (l'anno scorso fu «il Gladiatore» a calamitare l'attenzione della coppia) e scaramanzie. Magari una visita a Terni, feudo dell'idolo della Nord, poi lavoro sul campo, tanto, con attenzione ai movimenti da replicare sul campo per mettere in crisi la difesa giallorossa. Il tandem biancoceleste ormai recita a memoria lo spartito: Paolo tra le linee, pressing sul mediano avversario e lavoro di rifinitura per gli assecondare gli scatti fulminei del «ghepardo» Tommaso, terminale d'eccezione. Il Di Canio-pensiero è eloquente: «Solo a pensarci, al derby, mi esalto. Come si fa a rimanere insensibili? Chi conosce sa cosa vuol dire, cosa significa, per la città, per i tifosi, per noi». È contento e sereno, Paolo. Sarà l'effetto della vittoria contro i viola di Prandelli, però l'effetto è contagioso. «In campo ci è riuscito quello che proviamo da settimane in allenamento. Siamo imprevedibili, veloci, stiamo bene. Sono davvero soddisfatto». Hanno dedicato il successo di domenica a Delio Rossi, che ha vissuto la vigilia pensando al padre malato ma trovando conforto nelle parole dei suoi ragazzi. Anche lui è pronto a scommettere a occhi chiusi sulla coppia Rocchi-Di Canio: è quella che prova da quest'estate, quella con cui ha iniziato la sua avventura sulla panchina biancoceleste. «Ora dobbiamo solo trovare la giusta continuità, uniformare il rendimento casalingo con quello esterno. Il derby? So che non si parla d'altro a Roma, è da quando sono arrivato che mi chiedono del derby», ha ricordato domenica pomeriggio il tecnico, mentre Di Canio ha già addestrato i nuovi nello spogliatoio. «Non ve dico niente», è il perentorio e orgoglioso diktat imposto ai compagni, con uno sguardo che parla da solo. A proteggere il sogno ci sarà ancora lui, l'Angelo biancoceleste, quel Peruzzi che proprio la Roma ha corteggiato a lungo ad agosto, cercando di strapparlo alla Lazio. Ieri, alla presentazione della scuola calcio alla Giustiniana, il portierone è stato eloquente: «Piedi per terra, da venerdì parleremo di derby». Chiude lui, Di Canio (che idolatrato dai piccoli ha salutato Franco Nanni, un altro uomo derby). «Non so proprio dirvi che partita sarà, ma sarà comunque un grande derby». Parola di leader.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.