«Non voglio sentir parlare di isolamento per Antonio, non è assolutamente così. Finchè sarà in questo gruppo andrà difeso e dovremo aiutarlo a fargli capire quando sbaglia. Vogliamo che stia bene, se è nervoso non riesce a rendere. Qualche volta atteggiamenti sbagliati possono influire nei rapporti. Con me Antonio è sempre stato un ragazzo d'oro, sempre corretto». Dopo il colloquio chiarificatore avvenuto nella serata di domenica, ieri il clima nei suoi confronti è radicalmente cambiato. L'obiettivo critico si è spostato sulla società. Rosella Sensi è stata pesantemente contestata da quegli stessi tifosi che solo poche ore prima avevano insultato il barese. «La Roma deve ora uscire allo scoperto e chiarire la situazione, come ha fatto lui con noi». Questo il tenore degli slogan riferibili scanditi durante l'allenamento di ieri mattina. Incitamenti rivolti invece a Mancini, suo inseparabile compagno di ritiro, invitato ripetutamente a non lasciare la squadra. L'episodio di sabato scorso, con il rifiuto di giocare con i dilettanti locali, può accelerare i tempi di un incontro, che potrebbe adare in scena tra mercoledì e giovedì. Importante sarà la «mediazione» di Conti, che potrebbe tornare nella Capitale qualche giorno prima della squadra per presenziare all'incontro tra Bozzo e la società. C'è però il Real che continua a non abbandonare la pista Cassano. Perez ha fatto sapere di voler puntare al barese qualora dovesse sfumare l'affare Robinho. Luciano Spalletti intanto è voluto ritornare sulla scelta di degradare il barese: «Non c'è nessun legame tra i comportamenti di Cassano dello scorso anno e la situazione attuale. Non faccio accostamenti tra comportamenti e vicenda contrattuale. Non ho fatto torti a nessuno, ma ho agito secondo miei criteri. Una cosa è il campo, tutt'altro è il problema del rinnovo». Christian Panucci riprende dal credo del nuovo allenatore. «La Roma è una cosa seria. Condivido i concetti espressi dal tecnico. Soltanto con normalità e disciplina si può andare lontani. Si sta creando un gruppo affiatato grazie a Spalletti e alla disponibilità di tutti noi. Abbiamo l'obbligo di seguirlo e lavorare in silenzio. Non voglio più ripetere un'annata come quella appena trascorsa, questa squadra non vale 45 punti. Con gli atteggiamenti giusti possiamo arrivare ad ottenere 10 o 15 lunghezze in più. Una cosa è certa: l'anno scorso abbiamo perso tutti». Spiegazione? «Si è tralasciato qualche aspetto importante e chi era all'interno lo sa. Non era il far west, per carità, ma siamo stati tutti responsabili, nessuno escluso. Quest'anno la dirigenza è partita con il piede giusto». Per che traguardo può lottare questa Roma non è facile dire, soprattutto se verrà confermato l'embargo sul mercato: «Siamo competitivi, ma prima di pensare agli obiettivi dobbiamo rimettere le cose a posto, ricreare lo spirito di spogliatoio e fissare le regole. Tutto deve partire dalla società, in un discorso che coinvolge ovviamente anche noi». Panucci è diventato vice capitano, adesso è il veterano della rosa. «E' una situazione che mi gratifica, anche se non cambia le mie responsabilità. Sono al mio quinto anno nella Capitale, sto bene qui e sono orgoglioso di rimanere. Non mi interessa delle tante voci dell'estate. Ho un grande entusiasmo per ricominciare. C'è bisogno di tutti e tutti devono accantonare i personalismi per pensare alla causa comune. I singoli da soli non vincono». Dar. Ber.
Caso-Cassano, ora tocca alla società
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