E mentre i primi, specie quelli della serie maggiore, si dicono certi che sia stata imboccata una via senza ritorno, i secondi esprimono preoccupazione ed evocano il pericolo di veder scomparire il pallone in tante città. I club della serie cadetta «auspicano che si possa riprendere un dialogo vero — afferma Vincenzo Matarrese, presidente del Bari, nonchè vicepresidente di Lega per la B — nel rispetto delle reciproche aspettative sul nodo della ripartizione dei fondi, rinnovando la disponibilità a modificare il Regolamento e ad eleggere il Consigliere delegato della Lega». «C'è da augurarsi che questa spaccatura possa ricomporsi»: Ivan Ruggeri, presidente dell'Atalanta (retrocessa in B alla fine dell'ultimo campionato), esprime una speranza, più che una convinzione. Ma cosa ha davvero determinato questa situazione? «Mi dicono che nel momento in cui i rappresentanti della serie B hanno chiesto il vice presidente vicario — racconta Ruggeri — i dirigenti di Milan e Juventus abbiano abbandonato le trattative. Questo lascia pensare che tale richiesta, tutto sommato nemmeno tanto campata in aria, sia stata presa a pretesto per arrivare ad una soluzione che con ogni probabilità altri avevano in mente». Una spaccatura premeditata, dunque: il sospetto ce l'ha anche il presidente del Brescia Gino Corioni. «Mi è sembrata — dice — una cosa programmata e voluta. Il pretesto è stata la richiesta di mantenere Mataresse come vicepresidente vicario della Lega. A quel punto Galliani si è alzato, ha detto «non se ne fa nulla» e se ne è andato. Ecco perchè mi è sembrata una strategia premeditata». «La Lega è lo specchio dell'Italia: nelle istituzioni del nostro paese se ci sono regole le superiamo «politicamente» quando vogliamo, con mille dribbling. Abbiamo una Lega Calcio da italiani». Maurizio Zamparini è caustico nel commentare il divorzio. «Meglio due Leghe separate — assicura il presidente del Palermo — si è creata è una situazione senza ritorno. La B dovrà ridurre i costi e forse alla lunga questo sarà un beneficio, perchè dovranno creare un prodotto loro». Anche Massimo Cellino, presidente del Cagliari, benedice la separazione: «Non è una sconfitta per il calcio. Anzi è la sua salvezza».
Lega, strada senza ritorno
Ruggeri e Corioni: «Sembra una spaccatura premeditata»