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Fuga di Le Mevel, Giro alla francese

Dopo 6 anni una tappa a un transalpino: Savoldelli resta in rosa. Da oggi i 3 giorni decisivi

Del resto, anche se non è che negli ultimi anni siano venuti troppi transalpini alla corsa rosa, il movimento francese resta tra i più importanti al mondo, e quindi è giusto che si esprima al meglio anche al Giro. L'ultimo dei «cugini» a lasciare una firma nella più importante gara italiana fu Laurent Jalabert (non uno qualunque) nella disgraziata edizione del '99, quella dell'ematocrito di Pantani a Madonna di Campiglio. Torniamo a Le Mevel. 24 primavere, compie gli anni in una data diventata infausta (l'11 settembre), ha alle spalle un incidente grave che lo ha frenato per tutta la scorsa stagione, e infatti i primi a cui ha dedicato la vittoria sono i fisioterapisti che ne hanno curato la riabilitazione. Quello di ieri è il suo primo successo in assoluto da professionista. Il francesino è partito a 1500 metri dal traguardo da un gruppetto di 6 uomini, figlio di un precedente drappello allargato (di 18) che era partito in fuga al km 96 (114 dal traguardo), dopo che per tutta la mattinata la Fassa Bortolo di Petacchi si era fatta venire i capelli bianchi a furia di correre dietro a questo e a quello. Quando i biancoblù non ce l'hanno più fatta (complice anche l'andatura elevata), hanno lasciato finalmente spazio al fugone, avendo cura di mandare in avanscoperta anche uno dei loro (Ongarato). Elenchiamoli, i 18, tanto abbiamo spazio: oltre a Ongarato e Le Mevel si sono mossi Vanotti, Claude, Fofonov, Talabardon, Leukemans, Brandt, Jegou, Ramirez Abeja, Andrle, Andriotto, Murn, Gutierrez Cataluna, Engels, Schleck, Korff e Baumann: anche dalla composizione di questo gruppo emerge il tono internazionale del Giro 2005. Il gruppo ha tirato i remi in barca, gli attaccanti hanno preso un margine che in breve ha superato il quarto d'ora. L'accordo fra i 18 è durato fino alla salita del Bric Berton (vetta a 40 dal traguardo), poi il plotoncino si è frazionato. Sulla discesa ha allungato Vanotti, che ha guadagnato 20" ma poi si è visto riprendere su un successivo strappetto da Engels, Brandt, Le Mevel, Fofonov e Schleck. Ci ha provato una seconda volta, Vanotti, andando dietro a Engels, ma anche stavolta zero fortuna. Dopodiché, il già citato allungo di Le Mevel. Oggi prima tappa del trittico decisivo: Varazze-Colle di Tenda, 194 km con Colle di Cadibona (facile) in avvio, Madonna del Colletto (dura) dal km 131 al 138, Colletto del Moro (durissimo ma breve) dal 161 al 165, e salita conclusiva fino al traguardo, di 26 km, i primi 12 facilissimi, gli altri più ardui.

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