30)a Parma si gioca un'altra partita senza alternative per non abbandonare il sogno scudetto. Il clima sembra essere quello giusto, Shevchenko scalpita e promette riduzioni d'ingaggio pur di restare e «vincere qualcosa», Pippo Inzaghi vuole anche lui un interminabile futuro rossonero, Maldini ha firmato fino al 2005. Tanto cuore, tanto amore. Non serve agli Ancelotti-boys che una prova tutto grinta e agonismo, come quella anti-Juve, da giocare quasi in apnea arginando le offensive di Mutu e Adriano. I gialloblù, a tre punti dalla Champions League, non intendono rinunciare alla loro filosofia, ovvero rischiare con coraggio, e questo atteggiamento tattico potrebbe dare spazi in più al Milan di Ancelotti che iniziò proprio a Parma la sua avventura calcistica e che al Tardini ritroverà lo zio Arrigo («mister» Sacchi) col quale contribuì a rendere invincibile il Diavolo. Da allora qualcosa è cambiato, ora Carletto sogna dalla panchina gli stessi traguardi. Partendo proprio da qui. E dalla coppia Inzaghi-Shevchenko per un 4-4-2 atipico «ma che - assicura Carletto - contro la Juventus, coprendo il gioco di Nedved, ha funzionato alla perfezione». Rui Costa si muoverà sulla corsia di destra, mentre Rivaldo (in crisi fuori e dentro il campo) si accomoderà ancora in panchina.
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