Appena una cinquantina di anni fa, all’epoca dello Sputnik, un oggetto di metallo costruito dall’uomo che ruotava attorno alla Terra era una notizia da prima pagina. Oggi, a mezzo secolo dall’inizio dell’«Era spaziale», le cose sono decisamente cambiate. In orbita attorno al nostro pianeta c’è una vera «discarica spaziale» che, ogni giorno, diventa più grande e più pericolosa. È composta da frammenti di vettori e da vecchi satelliti e rappresenta una minaccia per le attività umane nello spazio, per i numerosi satelliti (quelli che funzionano) e anche per la Stazione Spaziale Internazionale, dove lavorano numerosi astronauti. L’allarme è stato lanciato nel corso della diciassettesima «International Space Conference», che ha appena chiuso i battenti a Roma, presso l’Hotel Parco dei Principi. Il titolo della convention, «The impact of Space Weather and Space Exploitation on modern society - Hazards’ forecasting, prevention, mitigation and insurance at international level», ha richiamato ai i rischi che si corrono nello spazio. E non solo, perché tante cose, alla fine, tornano a terra. Una sessione della Conferenza è stata dedicata al tema degli «space debris», i detriti spaziali che ormai affollano le orbite intorno alla Terra: si è parlato anche di gravi incidenti, come quello del satellite russo Blitz che, nelle scorse settimane, è stato colpito dai rottami del satellite cinese Fengyum 1C. L’International Space Conference, organizzata dalla Pagnanelli Risk Solutions Ltd, ha ospitato 300 esperti provenienti da tutto il mondo e dalle maggiori Agenzie spaziali (tra cui Nasa, Esa, Inmarsat, Arianespace, l’italiana Asi, la francese Cnes, la tedesca Dlr e la britannica Uk Space Agency), insieme a rappresentanti del Parlamento e della Commissione Europea. Numerose anche le presenze delle maggiori industrie mondiali nel settore spaziale, tra cui le italiane Thales, Alenia Space e Telespazio. L’allarme per gli «space debris» preoccupa le Agenzie spaziali di tutto il mondo: attualmente, si stanno studiando sistemi di «pulizia orbitale» o comunque di contenimento del fenomeno, ma, finora un accordo su base internazionale appare difficile. Oltre all’allarme per gli «space debris», durante i tre giorni della conferenza, si è parlato anche di tempeste solari, meteoriti, asteroidi e cyber-terrorismo: in particolare, sono stati valutati i rischi per la popolazione civile e per le grandi reti ed infrastrutture a terra dovuti alle «space storms» e all’attività del Sole, oltre ad illustrare quali sono le contromisure adottate da molti Paesi nel mondo e le procedure di protezione civile. C’è preoccupazione anche per l’insuccesso di alcuni lanci in orbita, come il recente fallimento del vettore russo Zenit-3LS che doveva portare nello spazio il grande satellite per telecomunicazioni Intelsat 27. Queste emergenze vengono monitorate con attenzione anche dal mercato assicurativo, chiamato a fornire le necessarie coperture alle più importanti missioni spaziali: alla conferenza hanno infatti partecipato alcune compagnie di assicurazione e di riassicurazione a livello internazionale, come Swiss Re, Munich Re, AIG. A conclusione della Conferenza una tavola rotonda: «Oltre i confini della Terra. Vivere e viaggiare nel Sistema Solare», per affacciarsi oltre l’orbita terrestre pensando non solo a minacce e disastri. E per ricordare che i viaggi nello spazio sono una grande opportunità per il futuro.
Spazzatura Spaziale
Attorno alla Terra ruota un’enorme discarica con milioni di detriti In pericolo non solo gli astronauti perché tutto alla fine torna al suolo
