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Crans Montana, la Svizzera rinuncia al rimborso da 1,5 milioni per le cure dei feriti italiani. Vittoria di Meloni

La decisione del Consiglio federale è stata comunicata da Guy Parmelin a Giorgia Meloni: nessun costo ricadrà sulle famiglie dei ragazzi coinvolti nell’incendio

La Svizzera rinuncia a chiedere all’Italia il rimborso delle spese mediche sostenute per curare i feriti italiani nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana. Si tratta di circa 1,5 milioni di franchi, che il governo elvetico ha deciso di non richiedere a titolo eccezionale dopo le interlocuzioni con Roma. A comunicarlo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stato il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin, che ha espresso anche la vicinanza alle famiglie delle vittime e alle persone rimaste ferite nel rogo del primo gennaio 2026. La decisione è stata adottata dal Consiglio federale nella seduta del 4 novembre, al termine di una serie di discussioni tra i due Paesi.

In seguito all’incendio, dodici persone assicurate in Italia erano state ricoverate negli ospedali svizzeri prima di essere trasferite in strutture italiane. Un ferito assicurato in Svizzera era stato invece curato in Italia. In base all’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e Unione europea, le spese sanitarie sono normalmente a carico del sistema assicurativo del Paese in cui i pazienti sono assicurati, anche quando le cure vengono prestate all’estero. L’intesa prevede tuttavia la possibilità di derogare a questo meccanismo. L’Italia aveva proposto una rinuncia reciproca al rimborso delle spese mediche per le vittime dell’incendio assicurate nell’altro Paese. In attesa di un’intesa, l’Istituzione comune LAMal, che gestisce la copertura delle cure per i pazienti svizzeri in Europa e per quelli europei in Svizzera, aveva temporaneamente sospeso la richiesta di rimborso al ministero della Salute italiano. Alla fine il governo elvetico ha scelto di rinunciare alla propria richiesta, senza che sia stato annunciato un analogo provvedimento italiano per le spese sostenute in Italia dal ferito assicurato in Svizzera.

«Accolgo con grande soddisfazione la notizia, comunicatami dal Presidente Guy Parmelin, della rinuncia della Svizzera a chiedere il rimborso delle spese mediche dei feriti italiani della tragedia di Crans-Montana curati negli ospedali elvetici. Sono felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia. Il mio pensiero va, ancora una volta, alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti, che affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso. A loro rinnovo la più sincera vicinanza del Governo italiano, che continuerà a stare al loro fianco. Ringrazio il Presidente Parmelin per la sensibilità dimostrata. Questa decisione conferma la solidità del rapporto tra le nostre Nazioni», ha dichiarato la presidente del Consiglio Meloni. Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato la decisione, ringraziando il governo svizzero e il suo omologo Ignazio Cassis: «Il Ministro degli Esteri mi ha comunicato che la Svizzera si farà carico delle spese per le cure sanitarie dei giovani italiani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana. È un gesto di grande solidarietà e vicinanza, che apprezziamo profondamente, come Governo e come popolo italiano. Di fronte a una tragedia che ha spezzato vite e segnato il futuro di tanti ragazzi innocenti, la solidarietà concreta e la collaborazione tra Paesi assumono un valore ancora più importante. Alla Svizzera e all’amico Cassis va il mio sincero ringraziamento». Nella nota ufficiale, il Consiglio federale ha motivato la scelta richiamando anche il sostegno ricevuto dall’Italia nelle ore successive alla tragedia. «Il Governo è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite», si legge nel comunicato. La Svizzera ha inoltre ricordato l’assistenza garantita dall’Italia e da diversi Paesi europei subito dopo il rogo, attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, per curare e trasferire all’estero le persone ferite. La rinuncia al rimborso, ha spiegato Berna, rappresenta dunque anche un gesto di riconoscenza per la solidarietà ricevuta durante l’emergenza. Una decisione eccezionale, resa possibile dalle competenze del Consiglio federale in materia di affari esteri, che consente di chiudere la questione dei circa 1,5 milioni di franchi senza trasferire il conto delle cure sulle famiglie dei giovani italiani coinvolti nella tragedia.

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