rivendicazione

Hacker filo-russi rivendicano l’attacco ai frigoriferi d’Europa. Arriva una nuova minaccia

Due gruppi hacker filorussi, Noname05716 e Z-Pentest, hanno rivendicato con un video le azioni

Noname05716 e Z-Pentest: due nomi che ai più non dicono nulla, due sigle sconosciute al grande pubblico ma che oggi sono sulla bocca di tutti. Sono i gruppi hacker filorussi che hanno diretto i cyberattacchi contro gli impianti di refrigerazione commerciale di mezza Europa, Italia inclusa. A rilanciare la notizia è stato il TG1 che ha diffuso il video in cui i due gruppi hanno sancito la paternità dell’azione che ha paralizzato i supermercati di molti paesi europei.

Nel filmato in lingua inglese di appena 47 secondi, i due collettivi hanno rivendicato sui loro canali social l’attacco condotto per dimostrare “il reale costo della maturità digitale occidentale” e hanno chiesto al loro pubblico di attendere nuove azioni a livello globale. Un attacco su larga scala, secondo gli ideatori, che ha colpito non solo la grande distribuzione ma centinaia di altri punti nevralgici nel continente.

Secondo Alberto Buttarelli, presidente di Federdistribuzione, l’azione avrebbe avuto però conseguenze piuttosto limitate. In un’intervista a La Repubblica Buttarelli ha infatti parlato di una decina di punti vendita coinvolti tra Sicilia e Veneto che non fanno parte delle grandi catene di distribuzione. Numero uno di Federdistribuzione che ha quindi gettato acqua sul fuoco, minimizzando gli impatti e spiegando chiaramente come sia stato possibile paralizzare i punti vendita del nostro paese. Un mancato aggiornamento tempestivo dei protocolli di sicurezza da parte delle singole attività periferiche avrebbe infatti permesso agli hacker di bucare i sistemi. Ma niente paura, almeno per il nostro paese: i software adottati dalla grande distribuzione infatti sono molto più sicuri rispetto ad esempio a quelli usati in Francia, dove i disagi si sono avvertiti con maggiore intensità.

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