Roba da far venire i brividi. La Paolina Borghese di Canova, sensualmente distesa sul triclinio, sarà osservata dall’inquietante «Femme de Venise V» di Alberto Giacometti, il più grande e costoso scultore del XX secolo. Il «miracolo» si realizzerà dal prossimo autunno, dal 4 dicembre, quando le sale della Galleria Borghese accoglieranno 40 fra sculture e disegni del visionario scultore svizzero. Nelle sue opere, diceva Sartre, c’è la tragedia dell’uomo contemporaneo destinato a vivere «con la morte nell’anima», in un «vuoto attraversato dal reale». Ma perché proprio la Galleria Borghese accoglierà Giacometti e non magari la Galleria Nazionale d’Arte Moderna? Perché, secondo i curatori della mostra, Anna Coliva, direttrice del museo e Christian Klemm, la Galleria Borghese è il luogo della scultura per eccellenza, con capolavori che vanno dall’epoca greco-romana al Barocco, al Neoclassicismo. In questo percorso manca il XX secolo e allora chi meglio di Giacometti può rappresentarlo? Fra le sculture esposte spiccano «Femme qui marche II» (1936), «Buste de Diego» (1954) e appunto «Femme de Venise V», del 1956. Le sue figure smagrite, allungate, fatte quasi di lava rappresa, massime espressioni della fragilità umana, saranno messaggere di inquietudine fra gli ideali di bellezza scultorea dei secoli passati. Un confronto mozzafiato.
E in autunno arriva Giacometti
Roba da far venire i brividi. La Paolina Borghese di Canova, sensualmente distesa sul triclinio, sarà osservata dall’inquietante «Femme de Venise V» di Alberto Giacometti, il più grande e costoso...