Il dolore post operatorio, anche dopo la legge 38 del 2010 che ne ha amplificato la tematica, è sempre più oggetto di studi e proposte innovative. Le realtà regionali sono ancora molto diverse ma l’obiettivo è ambizioso perché ora ci sono le ”armi“ giuste per combatterlo. E’ quanto emerge dall’intervista rilasciata da Antonio Corcione presidente SIAARTI e direttore Anestesia e Rianimazione all’ospedale Monaldi di Napoli. È tra i relatori del XIV Congresso Nazionale dell’Area culturale del dolore SIAARTI e il XXV Convegno della Sicurezza in Anestesia che si conclude oggi presso il Centro Congressi della Stazione Marittima a Napoli. NOVITA’ - “Molte novità sono legate ai nuovi farmaci che abbiamo a disposizione ma ricordo che è molto importante disegnare percorsi che rispettino le singole patologie e le realtà degli ospedali”. Il dolore postoperatorio è oggi oggetto di numerose dissertazioni e di proposte terapeutiche innovative rispetto al passato. SCENARI – Quali sono I nuovi scenari per il trattamento del dolore? “Il dolore postoperatorio lo abbiamo sempre trattato ma dopo la legge 38 del 2010 è nata una maggiore attenzione ed è questa la direzione da seguire per il futuro, coltivando una logica di estremo rispetto per il paziente affetto da dolore acuto e cronico e convergendo i propri sforzi nel tentativo di abolizione di quest'ultimo. E’ un progetto ambizioso ma abbiamo a disposizione le armi giuste e possiamo avvicinarci moltissimo a quest’obiettivo”. FARMACI - L’approvvigionamento degli antidolorifici da utilizzarsi a domicilio e la consegna diretta dei farmaci alla dimissione sono estremamente importanti da valutare. Ma a tale proposito le realtà regionali sono diverse. “Le realtà regionali sono molto diverse. In Campania la consegna dei farmaci ai pazienti, per essere sempre sicuri del corretto trattamento del dolore, è molto diffusa. E’ importante restare in contatto con i pazienti per sapere se ci sono problemi e quindi se la terapia deve essere modificata. E' fondamentale la creazione di una rete con i medici di medicina generale; allo stato attuale numerosi sono gli sforzi in tal senso, finalizzati al coinvolgimento del territorio e delle figure professionali di riferimento per garantire una continuità assistenziale anche al di fuori dell'ospedale nella gestione e nel trattamento del dolore acuto e cronico. SVILUPPO SE CURE ERRATE - Ma il dolore post-operatorio non adeguatamente trattato può portare allo sviluppo di dolore cronico? E in che misura avviene oggi questa trasformazione? Ci sono percentuali a tal riguardo e categorie di pazienti più a rischio? “Le percentuali sono ancora abbastanza alte, ed numerosi sono i fattori fisiopatologici responsabili della cronicizzazione del dolore acuto. Fondamentale in tal senso è l'individuazione dei pazienti e del tipo di chirurgia con determinanti a rischio di tale evoluzione.
Dolore postoperatorio: importante la rete con i medici di base
Le realtà regionali sono molto diverse
