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Poesie e salute secondo Paolo Zeppilli

Lo spirito burlone del popolo romano verso medici e medicine

Del Belli si ricorda spesso la poesia dedicata agli Ospedali di Roma datata 1833. Una poesia che fotografava quanti fossero gli ospedali allora funzionanti nella città, ma anche di sapere in quale campo della patologia umana fossero spe¬cializzati. Già allora c’era una netta separazione fra assistenza gratuita pubblica ed assistenza privata a pagamento. Lo sa bene Paolo Zeppilli, direttore del Centro di Medicina dello Sport dell’Università Cattolica-Policlinico “A. Gemelli” di Roma. Molti lo conoscono anche come medico della nazionale di calcio. E tanti lo conoscono quale poeta romanesco che ha pubblicato diverse raccolte di poesie tra cui si citano, Storie de Medicina, Storie de tutti li tipi, Storie der Paradiso con lo pseudonimo di Esculapio, e altre con il suo nome L’urtima spiaggia, Storie dello Sporte, Esco a comprà er giornale, Er Campà dell’Omo e “Er sogno mio”.     INCONTRO - Domani giovedì 19 novembre l’appuntamento è alle ore 12 presso l’Aula 317 del Policlinico Universitario A. Gemelli per presentare “Er sor Giggetto e er Vate”, titolo della sua nuova raccolta di poesie romanesche (edito da C.E.S.I). L’incontro sarà introdotto dal prof. Rocco Bellantone, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia della Cattolica di Roma. Presso il Gemelli, il dottor Zeppilli svolge attività di valutazione clinica e funzionale, prevalentemente di natura cardiologica in sportivi con anomalie elettrocardiografiche e valvulopatie con particolare attenzione allo studio delle cardiopatie a rischio di morte improvvisa da sport.

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