General

Caffè e diabete: c'è confusione su pro e contro

Il parere della Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione

Caffè e diabete: quale relazione c'è? Ecco il parere della Società Italiana di Scienza dell'Alimentazione (SISA).     "Purtroppo sono molti gli aspetti dei rapporti fra nutrizione, stili alimentari e salute sui quali la conoscenza di gran parte dei consumatori è insufficiente, confusa e spesso errata. Di conseguenza è del tutto normale che l’opinione pubblica non abbia la percezione di quanto le ricerche degli ultimi anni abbiano ampliato e anche modificato ciò che sappiamo sul caffè, sui suoi innumerevoli componenti e sui relativi effetti sull’organismo. Anzi, a ben vedere il fatto che il 20% del campione interpellato sapesse che esistono studi che sembrano comprovare un effetto protettivo di un moderato consumo di caffè nei confronti del rischio di insorgenza del diabete dell’adulto è abbastanza sorprendente.   Si tratta invece di una realtà che é nota agli addetti ai lavori da vari anni e della quale si cominciano anche a delineare i possibili meccanismi. Ad esempio: una azione dell’acido clorogenico presente nel caffè nell’ostacolare l’assorbimento intestinale del glucosio, riducendone così le concentrazioni ematiche; un effetto benefico degli antiossidanti del caffè nel controllare il danno cellulare; maggiori concentrazioni plasmatiche (per 4 o più tazze di caffè al giorno) di adiponectina (una adipochina che sensibilizza alla azione dell’insulina) e al contrario concentrazioni minori di markers di stress ossidativo notoriamente associati ad un aumento del rischio di diabete di tipo 2, quali la interleuchina-18 e l’8-isoprostano. In sintesi, principalmente effetti anti-infiammatori e notevole potenziale antiossidante.   Come commento finale è doveroso ribadire, in particolare dal punto di osservazione di una Società Scientifica da sempre impegnata sul fronte di una corretta informazione sugli alimenti e sulla nutrizione, che sarebbe estremamente importante che nel nostro Paese programmi ed iniziative a favore di una migliore educazione alimentare della popolazione venissero istituzionalizzati, oltre che potenziati e resi più continui, capillari e credibili. Una qualità, la credibilità, che può essere garantita solo dalla partecipazione e dall’avallo delle Società e degli Istituti Scientifici che operano nel settore".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.