Esistono delle prestazioni cliniche inutili. Per diversi motivi: a) non efficaci; b) non sostenute da evidenze; c) ridondanti rispetto ad altre terapie o esami diagnostici; d) non sufficientemente sicure. Dal 2012, l’ABIM Foundation (Advancing Medical Professionalism to Improve Health Care) con l’iniziativa “Scegliere con avvedutezza” (Choosing Wisely), ha già prodotto 430 raccomandazioni a carico delle circa 80 società scientifiche che hanno aderito al “movimento”. SLOW MEDICINE - In Italia, il progetto lanciato da Slow Medicine “Fare di più non significa fare di meglio”, segue la proposta di Choosing Wisely, individuando, a partire dalle proposte già indicate negli USA , da parte di società scientifiche o associazioni di professionisti, una lista di esami diagnostici e trattamenti dei quali non è dimostrato il beneficio per molti pazienti e che a volte possono procurare più danno che beneficio. Non è stato volutamente incluso tra i criteri di scelta quello dell’alto costo, perché il progetto non fosse considerato come un “razionamento” di risorse. RISORSE AD HOC - Come sottolineato dalla Dott.ssa Maria Font, moderatrice della sessione, “si tratta di una iniziativa che rappresenta un concreto passo verso un utilizzo più appropriato delle risorse. I contenuti del recente Decreto sull’appropriatezza, che va a limitare l’accesso a varie prestazioni e test diagnostici, potrebbero essere intesi come una implementazione nella pratica di alcune tralle più di 400 raccomandazioni che l’iniziativa Choosing wisely propone e documenta come interventi da non fare”. Per quanto riguarda il ruolo del farmacista, né negli USA né in Italia nessuna società scientifica di farmacisti ospedalieri o territoriali ha partecipato o aderito al movimento, nonostante le single società si siano espresse su l’appropriatezza di alcuni trattamenti farmacologici. DISINVESTIMENTI - “La SIFACT (Società Italiana di Farmacia Clinica e Terapia) intende raccogliere la sfida lanciata dal movimento, ritenendo di importanza strategica il ruolo del Farmacista clinico nel processo decisionale, sia a livello di organizzazione generale che di gestione del paziente individuale”, dichiara il Presidente del Congresso Cristina Puggioli. "Proponiamo una riflessione “italiana” sulle possibilità, sui rischi e sulle convenienze di mettere in atto dei “disinvestimenti” mirati anche negli ambiti di propria competenza, in particolare sull’ambito dei dispositivi medici. Un ambito questo ancora poco o per nulla esplorato, ma ugualmente meritevole di approfondimenti e valutazioni sia perché in questo settore l’innovazione corre velocissima (anche con scarse evidenze), sia perché i costi correlati al loro utilizzo sono talora elevatissimi”, conclude Puggioli.
Farmacisti clinici in prima linea sull’appropriatezza delle prestazioni
La SIFACT aderisce al movimento ‘choosing wisely’, l’annuncio al congresso di Roma
