Sono diversi e molto recenti gli studi che hanno dimostrato come la gravidanza vegan non comporti alcuna mancanza né al feto né alla madre che lo porta in grembo. In Italia alcune Asl hanno persino predisposto del personale medico dedicato esclusivamente alle mamme vegan. A completare le informazioni sui diversi meccanismi biofisici messi in moto dallo sviluppo di un nuovo essere dentro il proprio corpo e cosa deve si deve fare per prendersi cura di sé e del proprio bambino hanno appena pensato un ostetrico-ginecologo come Roberto Fraioli, un medico nutrizionista esperto in alimentazione vegetariana come Luciana Baroni, e una dietista competente in alimentazione della prima infanzia come Ilaria Fasan. Il risultato è “Il piatto Veg_Mamy” (Sonda editore,pagine 208, 18 euro), ossia, La dieta vegetariana per la mamma e il suo piccolo. Dal libro, abbiamo tratto l'incipit della dottoressa Baroni...: "In Asia centrale, sui monti Altari, c’è un albero invisibile. È li che abitano gli spiriti dei bambini. Appollaiati sui rami come uccellini, aspettano che mamma e papà compiano il loro gesto d’amore. In Australia, gli spiriti dei bambini vivono nelle pozze delle rocce. La donna che desidera un figlio siede accanto al luogo sacro: solo così, e non unendosi all’uomo, lo spirito entrerà nel corpo di lei, trasformandola in una culla per nove mesi. Alcune popolazioni attribuiscono il concepimento agli astri. Ippocrate sosteneva che il parto è influenzato dalle fasi lunari: lo pensano ancora oggi le ostetriche, che chiamano la luna «la grande levatrice». Ma da dove vengono i nostri figli? Per il pensiero orientale fanno parte del Tutto, dell’energia vibrante del Cosmo. Non vengono da noi, ha detto il poeta libanese Kahlil Gibran, ma attraverso noi. E non ci appartengono: noi siamo solo gli archi, da cui le nostre frecce vive, i figli, vengono scoccate lontano. Ogni donna vive la propria maternità in maniera del tutto personale, secondo l’educazione che ha ricevuto, l’ambiente sociale in cui vive, le esperienze fatte, le condizioni di salute, il grado di emotività, le caratteristiche del rapporto che la lega al padre del bambino… Diventare mamma non potrà quindi che rivoluzionare la tua vita, della quale il tuo bimbo fa già parte a livello psicologico, non solo biologico: anche se ancora del tutto sconosciuto, lui vive dentro di te, grazie a te, e il tuo corpo e la tua mente sono impegnati nel processo riproduttivo. La maternità rappresenta tuttavia un evento complesso e delicato, e a volte possono presentarsi molti timori, talvolta ingiustificati o mal riposti. Per questo, è utile che la futura mamma conosca bene i diversi meccanismi biofisici messi in moto dallo sviluppo di un nuovo essere dentro il proprio corpo, quali sono le proprie esigenze, e cosa deve fare per prendersi cura di sé e del proprio cucciolo. Per la donna, prima in dolce attesa e poi mamma, avere consapevolezza di sé, delle proprie capacità, sentirsi protagonista della propria maternità, e non soggetto passivo, è di importanza cruciale. La via da seguire è quella dell’empowerment, perseguire cioè una via di crescita e di armonioso sviluppo di sé secondo le proprie reali e più sentite inclinazioni e non secondo parametri ereditati o imposti dall’esterno: capire che si può scegliere, che si può cercare di realizzare le proprie aspettative, che una vita con maggiori margini di libertà è possibile, e che la nostra coscienza ha il diritto di essere ascoltata, anche quando decidiamo come vogliamo alimentarci. Siamo portati a pensare che l’accesso alle cure sia fondamentale per la nostra salute, mentre esse la influenzano solo per il 20%: ben il 50% è invece legato allo stile di vita, come determinante di salute. Lo stile di vita riguarda in modo particolare la nostra alimentazione, e la mamma in attesa vuole che il proprio corpo diventi l’ambiente più sano in cui il proprio cucciolo si possa formare: alimentare quindi il proprio corpo con cibi salutari significa trasferire al bimbo che si sta formando sostanze che lo faranno crescere nel modo migliore. E molte mamme, dopo essersi informate, scelgono appunto in gravidanza di modificare in senso vegetariano la propria dieta, mentre le mamme già vegetariane vivono questa come l’occasione per dare il meglio di sé al proprio bambino. Scelta che poi, per le identiche ragioni, influenzerà anche l’alimentazione del bambino fino all’adolescenza".
Il piatto Veg Mamy fa bene a mamma e bimbo
Gravidanza vegana: quando c'è da sapere dal concepimento al 1 anno di età
