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Donne chirurgo plastico: più sacrifici e meno soldi dei colleghi

Il gentil sesso guadagna terreno nella professione, ma è penalizzato nel creare famiglia

Le donne chirurgo plastico guadagnano meno dei colleghi uomini. La carriera accademica è scelta solo da una donna su due e dal 55% degli uomini. Le quote rosa in sala operatoria aumentano, ma restano una minoranza.  È quanto  emerge da alcune indagini sulle differenze di genere condotte negli Stati Uniti.     PAZIENTI - “La situazione è simile anche in Italia, dove le donne, così come negli States, sono una netta minoranza - afferma Mario Pelle Ceravolo, presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) che ha dedicato al tema un’apposita sezione “rosa” durante lo scorso congresso nazionale -. Anche nel nostro campo il numero di donne  è in continuo aumento in special modo per quanto riguarda la medicina estetica. Non sono rari i casi in cui una paziente donna trova un migliore canale di comunicazione con un medico del suo stesso sesso”.     RISALITA - Di fatto, “negli ultimi 20 anni le donne stanno guadagnando più terreno. Lo scotto da pagare spesso è la famiglia”, dice Francesca Romana Grippaudo, chirurgo plastico all’ospedale Sant’Andrea di Roma, sposata con un figlio, che ha presentato le sue conclusioni supportate da alcune ricerche nordamericane durante il congresso Aicpe 2015. Ancora, però, il quadro complessivo è quello di una professione dove le donne giocano un ruolo minoritario: in Italia solo il 13,5% degli iscritti alle associazioni di categoria e il 15% degli iscritti alla specializzazione in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva è donna; negli Stati Uniti le quote rosa rappresentano il 10% dei soci dell’American Society of Plastic Surgeons e il 23,5% degli specializzandi in chirurgia plastica.     TERRITORI - La chirurgia sembra ancora essere un territorio maschile e le donne che lo invadono sono a volte viste negativamente: “Questo stereotipo con cui si sono confrontate le generazioni over 40 oggi sta cambiando, con più del 50% di specializzande in discipline chirurgiche e meno appeal della professione in cui si comincia a guadagnare tardi e meno rispetto ad altre” dice ancora la dottoressa Grippaudo. Gli studi condotti negli Stati Uniti hanno concluso che quando un paziente sceglie il medico non pensa tanto al genere, quanto piuttosto alla fiducia che lo specialista ispira. I pazienti di età matura si affidano più volentieri a un chirurgo uomo, mentre le donne in giovane età, in special modo per alcuni interventi, hanno meno riserve nei confronti di un chirurgo donna.     SESSI - Spiega Mario Pelle Ceravolo: "Il genere uguale o diverso fra chirurgo e paziente può avere un’importanza consistente nella creazione della fiducia e della confidenza necessaria a creare una buona relazione. Nella scelta di un chirurgo il paziente è influenzato, oltre che dalla notorietà del professionista e dai consigli di medici o amici, anche, e in gran parte, dal risultato della prima visita. Un uomo ed una donna chirurgo si pongono spesso in maniera differente rispetto ad un paziente. L’avere un buon rapporto con l’altro sesso o la paura di una relazione con una persona dell’altro sesso può spingere un paziente a scegliere o meno un chirurgo del suo stesso genere”.     FAMIGLIA - Il gentil sesso sta guadagnando terreno nella professione, ma paga uno scotto piuttosto pesante volendo creare una famiglia: “Le donne che decidono di fare il chirurgo plastico si sposano più tardi e hanno in media meno figli rispetto ai colleghi uomini – spiega Grippaudo -. A parità di formazione e ore di lavoro, le donne guadagnano meno e occupano posizioni meno prestigiose a livello accademico. Tutti questi fattori, tuttavia, non sembrano incidere sulla soddisfazione, che è molto alta sia per gli uomini sia per le donne”.

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