Il cancro della prostata rappresenta la neoplasia più frequente nel sesso maschile e la seconda causa di mortalità per cancro negli uomini dopo il tumore del polmone. Si stima che in Europa ogni anno siano diagnosticati circa 2.6 milioni di nuovi casi di carcinoma della prostata. In Italia, nello scorso anno si sono registrati circa 48.000 nuovi casi di cancro della prostata e circa 7.000 decessi per tale causa. Il rischio di sviluppare un carcinoma della prostata aumenta con l’aumentare dell’età. Più dell’80% dei casi di neoplasia prostatica, infatti, sono diagnosticati in pazienti di età superiore ai 65 anni ed il 94% dei decessi si verifica nello stesso gruppo di età. Il parere dell'esperto. ATTENZIONE - Ci sono dei sintomi a cui prestare attenzione. "Dal momento che il tumore della prostata ha origine nella zona periferica della ghiandola, il tumore della prostata generalmente non si presenta con alcuna sintomatologia caratteristica. Disturbi urinari sono riscontrabili nei rari casi in cui il tumore interessi la regione in prossimità dell’uretra o quando la malattia è già in stadio avanzato. Allo stesso modo, dolori ossei e perineali, emospermia (sangue nello sperma), ematuria (sangue nelle urine) rappresentano manifestazioni estremamente tardive. L’assenza di una sintomatologia specifica, fa sì che il carcinoma della prostata rappresenti la patologia ideale per un programma di screening, in quanto solo se identificato in uno stadio precoce può essere trattato con elevatissime probabilità di successo", spiega Vincenzo Mirone, professore ordinario di Urologia dell'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e direttore della Scuola di specializzazione in urologia dell'Università degli studi di Napoli "Federico II", nonché primario dell'Area Funzionale di Urologia dell'AOU "Federico II" di Napoli (UroFed). FATTORI DI RISCHIO - "La crescita e lo sviluppo prostatico dipendono dalla produzione degli ormoni androgeni. La differenziazione delle cellule prostatiche, il loro sviluppo durante la maturazione puberale e la formazione di secreto prostatico nell’adulto sono processi che avvengono sotto il controllo ormonale e, in particolare, degli androgeni. L’alterazione di questa sequenza fisiologica di eventi può determinare una proliferazione tumorale incontrollata, secondo modalità e meccanismi ancora non del tutto definiti. Senza dubbio però il fattore di rischio più importante nella genesi del carcinoma prostatico è rappresentato dalla familiarità. La presenza di neoplasia in un parente di primo grado raddoppia il rischio di sviluppare un carcinoma prostatico e questo rischio diviene da 5 a 11 volte maggiore se i parenti affetti sono due. L’età avanzata, la razza nera, e l’alimentazione ricca di grassi (specie quelli saturi) così come l’ingestione di carne rossa rappresentano fattori di rischio aggiuntivi per l’insorgenza del carcinoma prostatico. Inoltre un’aumentata incidenza di neoplasia prostatica è stata evidenziata fra gli addetti alla saldatura, all’industria della gomma, tessile, farmaceutica, chimica in genere e, soprattutto, nei lavoratori che sono stati a contatto con cadmio o radiazioni. Le abitudini alimentari rivestono certamente un ruolo fondamentale nella genesi di tutte le neoplasie nell’uomo ed in particolare del cancro della prostata. A testimonianza di ciò, si è riscontrato che nei paesi orientali, in cui la dieta è povera di grassi animali e ricca di proteine vegetali (soprattutto quelle derivate dalla soia) e vitamine l’incidenza del carcinoma prostatico è particolarmente bassa, mentre nei paesi occidentali, nei quali la dieta tipica è particolarmente ricca di grassi animali vi è una maggiore incidenza di carcinoma prostatico", spiega l'esperto. PREVENZIONE - "Un corretto schema di prevenzione prevede l’effettuazione di controlli regolari: si consiglia un dosaggio plasmatico del PSA nelle sue tre frazioni (totale, libero e rapporto libero/totale), una visita urologica ed una ecografia prostatica transrettale (effettuate attraverso una sonda endorettale) ogni 12 mesi a partire dai 50 anni. Nei soggetti a rischio (familiarità per cancro della prostata) lo screening va iniziato più precocemente (40-45 anni) e ad intervalli più frequenti", conclude il prof. Vincenzo Mirone.
Cancro alla prostata: sintomi e prevenzione
Tra i fattori di rischio l’età avanzata, la razza nera e l’alimentazione ricca di grassi
