General

Acqua del rubinetto vs bottiglie di plastica

1 litro d'acqua gasata al giorno abbassa il colesterolo nel sangue e riduce rischi di infarto

Bere di più ci mantiene belli. Allontana la cellulite, strettamente collegata al fenomeno della ritenzione idrica. Pulisce i tessuti agevolando di conseguenza la salute della pelle. L'acqua è alleata delle donne anche nelle diete: bere qualche bicchiere d'acqua prima dei pasti aiuta a placare l'appetito e a smorzare i morsi della fame, ma anche nel depurare l’organismo fino a combattere le borse sotto gli occhi.Inoltre bere un litro di acqua gasata al giorno abbassa in modo significativo i livelli di colesterolo nel sangue e diminuisce i rischi di infarto: lo sostiene il “Dipartimento di Nutrizione e Metabolismo del Consiglio” superiore delle ricerche scientifiche di Madrid.   SFIDA - Nella sfida tra acqua del rubinetto e bottiglie di plastica, entra in ballo benessere,idratazione e sostenibilità. Un primo punto a favore dell’acqua del rubinetto viene assegnato solo per la fatica da trasporto e i costi derivati dall’acquisto delle pesanti confezioni da sei. Da una ricerca condotta da Toluna e recentemente commissionata da SodaStream, su un panel di 1000 consumatori italiani, risulta che gli utilizzatori di un gasatore in casa, bevono più acqua rispetto a chi non lo possiede, circa il doppio.     INQUINAMENTO - Oltre al benessere diretto che ha la persona, c’è anche la lotta all’inquinamento. Secondo una recente indagine condotta da ITI Census, un nucleo di 4 persone consuma mediamente 1.314 bottiglie di acqua all’anno, che dovranno essere successivamente smaltite. Quanti si liberano correttamente di questa grossa mole di plastica nell’apposito contenitore della raccolta differenziata? Pochi.     RIFIUTI - Non si conosce il dato esatto, ma secondo quanto rivela un progetto presentato nel 2015 presso la Fondazione Bracco, uno dei fenomeni di inquinamento più importanti del pianeta è rappresentato dai rifiuti plastici, spesso dispersi negli oceani: un arcipelago di immondizia non biodegradabile abbandonata nell’ambiente che, trascinata dalle correnti, finisce al centro degli oceani formando delle “isole” di plastica la cui superficie totale è stimata in 16 milioni di km², un dato impressionante e in continuo aumento. Scorie del nostro quotidiano, consumate, gettate e non destinate al processo di riciclo, per sempre incagliate sopra e sotto la superficie del mare. La soluzione, per ridurre tale allarmante impatto ambientale è bere l’acqua del rubinetto, caldeggiata dalle principali associazioni ambientaliste in quanto risorsa economica e sana, perché controllata con rigorose norme sanitarie e analisi, che misurano parametri fondamentali, conducendo analisi microbiologiche, chimiche fondamentali.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.