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Anziani: 5 chiavi OMS per evitare intossicazioni

1 nonno su 3 mangia troppi zuccheri e grassi o comunque eccede nelle dosi

Primo: abituatevi alla pulizia. Secondo: separate gli alimenti crudi da quelli cotti. Terzo: fate cuocere bene gli alimenti. Quarto: tenete gli alimenti alla giusta temperatura. Quinto: utilizzate solo acqua e materie prime sicure. Sono queste le cinque chiavi per un’alimentazione sicura proposte dall’OMS agli anziani che a tavola compiono una pioggia di errori aumentando in modo esponenziale il rischio di intossicazioni. Purtroppo le scelte alimentari dei “nostri nonni” non brillano per equilibrio e sicurezza degli alimenti. Per fortuna chi commette errori lo dice: circa 1 su 3 ritiene di non nutrirsi in maniera equilibrata, in particolare a causa di un consumo eccessivo di zuccheri e di grassi o comunque ritiene di mangiare troppo. In aggiunta, sempre 1 su 3 (il 33,8%) riferisce di mangiare cibo scaduto, anche più di una volta al mese.     MEDICI - Sono solo alcuni dei risultati dell’analisi condotta dai ricercatori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore - Policlinico Universitario “A. Gemelli” di Roma, coordinata da Patrizia Laurenti, Professore Associato presso l’Istituto di Sanità Pubblica - Sezione Igiene  (insieme con la Dr.ssa Chiara de Waure e i Medici specializzandi Dr. Matteo Raponi  e Dr.ssa Concetta de Meo) e dal professor Francesco Landi, del Dipartimento di Geriatria, Neuroscienze e Ortopedia.     SICUREZZA - Un fattore fondamentale per l’invecchiamento attivo(active ageing, che significa trascorrere la vecchiaia in buona salute e in attività, al riparo da disabilità) è la sicurezza alimentare intesa, per esempio, come tutte le misure atte a garantire un’alimentazione equilibrata (dal punto di vista nutrizionale) e corretta (dal punto di vista igienico-sanitario).     INFEZIONI - Il tema della sicurezza alimentare è importantissimo nell’anziano, basti pensare che il rischio totale di infezioni e la letalità delle stesse è più elevato tra gli over-85 annie ciò vale anche per le tossinfezioni alimentari, a causa del fisiologico indebolimento delle loro difese immunitarie, nonché di concomitanti patologie croniche, di “malnutrizione”, immobilità e altri fattori. Per esempio, in caso di ricovero per gastroenterite è stato stimato un rischio di morte 33 volte superiore negli anziani rispetto alla fascia di età 20-49 anni.     QUANTITA’ - Il sovrappeso è dietro l’angolo. Colpa di uno scarso equilibrio nella scelta e nella quantità degli alimenti. Tanto che nella ricerca è emerso che il 90% circa degli intervistati assume ogni giorno frutta e verdura e che il 18% consuma pesce raramente. Il 40% degli intervistati riferisce che sta cercando di perdere peso e l’85% afferma di essere disposto a restrizioni alimentari per la propria salute.     DISINFORMAZIONE - Il 30% dichiara di ricevere informazioni sulla corretta alimentazione dalla televisione, da giornali e da internet, il 35% da medici specialisti cui si sono rivolti per motivi di salute; solo il 15% dal medico di famiglia. “Questo risultato evidenzia la necessità di una valorizzazione del medico di famiglia anche per la posizione privilegiata che occupa, rappresentando il primo contatto dell’anziano con il Servizio Sanitario  Nazionale e quindi il primo riferimento per la trasmissione di corrette conoscenze su un’alimentazione sicura”, dichiara la professoressa Laurenti. Le medesime corrette informazioni, infatti, non sono necessariamente garantite dai media, che sempre di più propongono servizi e trasmissioni dedicate alla cucina che possono avere una notevole influenza sulle scelte alimentari degli anziani.     SOLDI - Quasi tutti gli anziani intervistati ritengono che la qualità dell’alimentazione sia importante, ma non tutti sono disposti a spendere di più per acquistare prodotti più sicuri (sicuro vuol dire controllato, acquistato in negozi o supermercati autorizzati o non in strada o in spiaggia ad esempio, anche da liberi venditori). Ciò costituisce un riflesso della crisi economica di cui anche gli anziani sono vittime potenziali. Tuttavia, ancora una volta, il medico di famiglia potrebbe contribuire a sfatare il  “falso mito” che mangiare sano significhi spendere di più, indicando come sia possibile migliorare le proprie scelte alimentari senza aumentarne il costo, scegliendo alimenti quali pesce azzurro, legumi e cereali, frutta secca e carne bianca oltre che frutta e verdura fresca e di stagione. Riguardo i temi di sicurezza  e igiene il 33,8% degli anziani riferisce di mangiare cibo scaduto, principalmente latte e latticini, ma anche alimenti non deperibili (per es. biscotti) anche più di una volta al mese.     SUPERMARKET - Il 76% ha cura di fare la spesa personalmente soprattutto nei supermercati e negli ipermercati anche se il 40% dell’intero campione non prende visione dell’etichetta per valutare la composizione nutrizionale del prodotto.     SICUREZZA - Tra i diversi possibili fattori di garanzia di sicurezza del prodotto, il 76% dà maggior importanza alla provenienza. Per l’80% circa la garanzia di sicurezza deriva anche dalla preparazione personale dei cibi. Oltre il 70% riconosce la responsabilità del consumatore e quasi l’80% quello delle autorità preposte ai controlli nella garanzia di sicurezza.     IGIENE - Una percentuale variabile tra il 10% e il 30% non rispetta tutte le principali norme igieniche nella preparazione dei cibi (scongelamento a temperatura di frigorifero, lavaggio delle mani dopo aver manipolato cibi crudi o sgusciato uova, lavaggio delle superfici di contatto, lavaggio di frutta e verdura). Nello specifico ben un intervistato su due (50%) dichiara di scongelare i cibi a temperatura ambiente prima della preparazione, esponendosi a rischi di intossicazioni che possono potenzialmente derivare da moltiplicazioni batteriche favorite dalla temperatura ambientale, particolarmente elevata nella stagione estiva.

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