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Fertilità: passaparola è maggiore fonte di informazione

1 coppia su 6 vive un’esperienza di difficoltà a concepire un bambino

Una indagine fotografa la coppia che non riesca a procreare. Solo il 3,7% di queste infertili si rivolge al Centro di PMA inviato dal proprio Medico di Medicina Generale (MMG); il 18,6% ci arriva grazie al ginecologo o all’andrologo. Internet e TV assumono un ruolo fondamentale, che si attesta al 30%, mentre è il passaparola l’elemento che pesa maggiormente nell’orientare la coppia verso il Centro, con una percentuale pari al 37,6% dei pazienti.     DIFFICOLTA' - È questa l’indagine effettuata su 990 coppie afferite al Centro di PMA UMR di Catania nel 2014, raccolti dall’Unità di Medicina della Riproduzione di Catania e da Hera Associazione O.N.L.U.S, e presentati nel corso del Congresso “Il Centro di Medicina della Riproduzione e l’integrazione nel sistema sanitario territoriale” conclusosi a Catania. Dati che dimostrano come il ruolo del medico territoriale sia ancora ai margini del percorso di PMA, quando invece le coppie chiedono maggiori informazioni e un supporto continuativo al proprio MMG, consultoriale o ginecologo di fiducia. Un quarto della popolazione, infatti, cercherebbe consigli sulla fertilità/sterilità dal Medico di Medicina Primaria; una coppia su sei, inoltre, vive un’esperienza di difficoltà a concepire un bambino e cerca supporto in determinati momenti della vita.      RITARDO - “Il medico di medicina primaria – sottolinea il Dottor Antonino Guglielmino, Presidente del Congresso e Direttore dell’Istituto di Medicine e Biologia della Riproduzione UMR/HERA – è una figura fondamentale nell’orientare e sostenere la coppia infertile. I pazienti, infatti, nella maggior parte dei casi arrivano ai centri di PMA disorientati, privi di esami o con un numero eccessivo di indagini inutili, senza diagnosi e, soprattutto, in ritardo rispetto all’età della donna. C’è bisogno di un medico di riferimento sul territorio che migliori il rapporto tra la coppia infertile e il Centro PMA, fornendo supporto e consulenza durante l’intero percorso diagnostico-terapeutico. Ciò consentirebbe di effettuare diagnosi e cure tempestive, risparmiando tempo prezioso”.

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