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Erbe officinali: il cibo-medicina a Fuori Expo

La Fitoalimurgia e il settore agroalimentare, ecologico e socio-culturale

Le erbe seminate dall’uomo si mangiano. Da sempre. “Prima ancora che medicinali le erbe conosciute, raccolte, e coltivate dall'uomo sono state quelle ad uso alimentare. L'uomo nasce raccoglitore, di frutti, di semi, di radici”, dice Fabio Firenzuoli, CERFIT Regione Toscana, Università di Firenze. “Non importa scomodare le antiche pratiche dell'agricoltura egizia, greca o latina per giustificarne l'uso attuale nei vari settori dell' "officina", fino alle più moderne forme di bio/nanotecnologie, che quasi sembrano voler far dimenticare gli usi popolari delle erbe. E invece non solo le abbiamo mantenute, ma anche riscoperte e valorizzate, facendo forza sulla tradizione da una parte, e sulla consapevolezza della sostenibilità e gli strumenti della scienza dall'altra”.   CIBO-MEDICINA - Bene si incastona nel calderone EXPO 2015 anche questo seminario su “Le erbe officinali all'interno di una cucina salutare”. I patiti del settore, segnino in agenda l’appuntamento a Fuori Expo per il 4 agosto. A raccontare aneddoti e preziosi consigli sarà il professor Paolo Emilio Tomei, Etnobotanico dell'Università di Pisa, che per la Regione Toscana ha curato e pubblicato ricerche specifiche sugli usi tradizionali delle erbe, la descrizione morfologica, le curiosità in cucina e nelle varie pratiche popolari. “E così si apprende come il concetto di salute nella popolazione vada oltre l'uso di erbe aromatiche, basilico, rosmarino, salvia o menta conosciute solo come aromatizzanti. Recenti studi hanno provato che molte piante spontanee commestibili del Mediterraneo sono fonte di sostanze antiossidanti, meritando a pieno titolo la definizione di "cibo-medicina". Articolato è il ricettario in cui compaiono erbe selvatiche nei piatti tipici delle diverse regioni italiane, per non parlare dei loro aspetti più squisitamente nutrizionali. Ed è così che si arriva anche al termine di fitoalimurgia, intendendo con questo proprio l'uso di "alimenti vegetali spontanei raccolti dall'uomo in momenti di carestia", con anche attuali, interessanti e positive ripercussioni strategiche dal punto di vista agroalimentare, ecologico e socio culturale”, conclude Fabio Firenzuoli.

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