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La psoriasi si combatte alle terme

La terapia con bagni e fanghi con acque sufuree o salsobromoiodiche

Gli specialisti non hanno dubbi sull'apporto delle terme nei confronti della psoriasi: "Le acque termali migliorano la qualità di vita del soggetto psoriaco in condizione lieve. Fondamentale, però, l'apporto delle lampade ultraviolette B e della fotobalneoterapia. Anche i soggetti gravi possono trarvi giovamento, ma questi bagni devono essere accompagnati da altri trattamenti".     TERME - La terapia termale delle malattie dermatologiche utilizza bagni e fanghi con diverse acque, essenzialmente bicarbonato-calciche, sulfuree o salsobromoiodiche. Indipendentemente dalla metodica di somministrazione o di utilizzazione delle stesse è fondamentale porre una corretta diagnosi per distinguere manifestazioni cutanee di origine propriamente dermatologica dalle componenti cutanee di altre patologie, per le quali la crenoterapia potrebbe essere inefficace o addirittura controindicata. Costituiscono controindicazioni certe le forme acute, essudative ed eritrodermiche.     STRESS - “La psoriasi è una malattia della pelle a decorso cronico e recidivante - spiega il Prof. Marco Vitale, Direttore dipartimento S.Bi.Bi.T., Facoltà di medicina e Chirurgia Università di Parma- le cui cause non sono note, anche se oggi si sa molto sulla sua patogenesi; presenta una componente ereditaria e può comparire per la prima volta a qualsiasi età. Lo stress può aggravare la psoriasi in soggetti che già ne sono affetti attraverso meccanismi neuroimmunologici complessi. La terapia termale genera effetti positivi locali sulla lesione psoriasica cui si accompagnano effetti benefici generali anche di tipo psichico, che sono rilevanti nella patogenesi di questa malattia. Citochine espresse ad alti livelli dai Keratinociti della cute psoriasica, come IL-6 e IL-8 inducono proliferazione dei keratinociti stessi e reclutamento di T linfociti, elementi tipici della lesione psoriasica. L’idrogeno solforato riduce la secrezione di IL-8 sia direttamente sia sopprimendo la produzione di IL-17 e IL-22 tramite l’inibizione di un enzima chiave dell’attivazione cellulare, la extracellular-signal-regulated kinase (ERK)”.

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