General

Ebola: rischio maggiore per il personale sanitario

Prevenzione e rischi di contagio: evitare contatto con vomito e liquidi biologici

Si parla anche di Ebola nella VII Conferenza italiana su Aids e retrovirus (Icar), che si conclude oggi a Riccione, presso il Palazzo dei Congressi. La struttura portante di ICAR 2015 è data dai contributi dei giovani ricercatori italiani e stranieri, che nelle diverse sessioni presenteranno principalmente lavori originali.     GRAVE - Per la sua gravità, l’ebola può essere accomunata a quello che era l’HIV prima che arrivassero le terapie, quindi una malattia molto grave e potenzialmente letale. “Per affrontarla sono necessarie delle procedure standardizzate” spiega la Prof. Mussini la prof.ssa Cristina Mussini, Professore Associato di Malattie Infettive e Direttore della Clinica delle Malattie Infettive e Tropicali dell'Università di Modena e Reggio Emilia. “Nulla può essere lasciato al caso, ogni passo della vestizione e soprattutto della svestizione deve essere regolato accuratamente, seguendo i training e le esercitazioni che vengono fatte in molti centri di malattie infettive, al fine di non venire a contatto con i liquidi biologici del paziente, come il vomito e la diarrea”. Proprio questi ultimi costituiscono la principale differenza nel contagio: innocui nel caso dell’HIV, possono trasmettere invece l’ebola, pur rimanendo il sangue il principale e più temuto veicolo per entrambe le infezioni.   CONTAGIO - I rischi maggiori di essere contagiati dal virus ebola nel mondo occidentale sono per il personale sanitario: tutte le persone che ne sono state infettate, anche tra quelle ricoverate in Italia, appartengono infatti alla categoria dei medici e degli infermieri. Nei Paesi d’origine, poi, la gamma dei soggetti a rischio si amplia notevolmente: sono colpiti i familiari che assistono il paziente o anche chi va ai funerali, dove sebbene il soggetto sia deceduto, il virus continua a vivere. A differenza dell’HIV, ogni contatto con il malato può trasmettere il virus dell’ebola.   RISCHI - In questo corso, verranno pertanto ricordate tutte le strategie che devono essere messe a punto: bisogna infatti essere dotati di determinati dispositivi (camici, calzari, guanti) per prendersi cura di questi malati. Come ci insegna l’esperienza, le uniche persone che in Italia (e nel resto d’Europa) possono contrarre il virus dell’ebola sono gli operatori sanitari che rientrano dalle zone colpite. Se, dunque, un soggetto rientra da un’area considerata a rischio, deve seguire i dovuti protocolli sanitari.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.