Apprendere dai corpi senza vita per formare i nuovi specialisti di domani. Se ne parla ad Arezzo anche oggi e domani, in occasione del 5° Corso internazionale hands-on di microchirurgia cerebrale. Dopo il successo delle lezioni organizzate dal 2009 a Boras (Goteborg), in Svezia e in considerazione della grande richiesta internazionale, sbarca nella terra che per prima ha scoperto l’importanza di investire sul corpo come strumento di informazione, il Congresso internazionale organizzato dal Gruppo Didattico Friends. APPELLO - “Un gruppo di istruzione per giovani neurochirurghi – precisa il Prof. Luciano Mastronardi, Direttore UOC Neurochirurgia dell’Ospedale San Filippo Neri, Roma - per formazione su cadaveri: una equipe di specialisti altamente specializzati provenienti da tutta Europa, di cui io sono l’unico rappresentante italiano. Quello che mi piace sottolineare a chi si mostra scettico su questo tipo di formazione è: “preferisci essere operato da un chirurgo che è diventato un esperto esercitandosi su preparati anatomici o da un chirurgo che fa la sua esperienza su di te?”. E’ una riflessione che bisogna fare soprattutto in Italia perché qui questa pratica non è vista ancora di buon occhio e i corpi italiani non possono essere usati per questa fondamentale metodologia di lavoro e studio”. CASO - “Arezzo è una delle pochissime realtà in Italia – aggiunge il Prof. Mastronardi - con un equipaggiamento tecnico necessario per questo tipo di corsi. In Italia c’è ancora una forte resistenza a causa dei secolari accordi tra Stato e Chiesa, ma non a causa delle due parti, bensì dall’assimilazione di questa concezione nella cultura italiana. Negli altri Paesi del mondo questo metodo formativo viene riconosciuto come indispensabile per la didattica: a causa di questo nostro limite, non si possono usare cadaveri italiani. Un’analogia, la nostra, con lo scenario greco: noi siamo i fanalini di coda della ricerca e della didattica in chirurgia. Eppure l’Italia ha una grande Storia in questo campo: dai tempi di Leonardo Da Vinci siamo noi quelli che abbiamo per primi scoperto la necessità di investire sul corpo come strumento di formazione e di ricerca”. VANTAGGI – Il recupero di questa antica tradizione comporterebbe un abbattimento di costi di istruzione di circa un quarto di quello che si spende per la formazione nel settore. Tutto ciò deve essere ancora oggi speso appreso all’estero, con conseguenti trasferimenti costosi ed eventuale rischio di un non ritorno del giovane chirurgo una volta entrato in un contesto lavorativo altamente professionale. Non soltanto si spendono quindi soldi, ma si rischia di perdere indispensabili leve per il futuro delle specialità medica e chirurgiche. CORSO – Iniziato ieri presso il Laboratorio della Fondazione ICLO, il corsoè limitato a 14 medici chirurghi specialisti in neurochirurgia. Dura 3 giorni ed è caratterizzato da lezioni frontali ed esercitazioni pratiche su preparati anatomici. Con un docente al tavolo master. Verranno trattati i seguenti approcci chirurgici su preparati anatomici: Approccio Pterionale, Retrosigmoideo, Suboccipitale mediano, Subtemporale ed Interemisferico-Transcalloso.
Anatomia: “fondamentale l’apprendimento su cadavere”
Italia e Grecia fanalini di coda della ricerca a causa rapporti Stato e Chiesa
