Il cranio è uno dei pilastri della medicina osteopatica. Tenendo conto che per lungo tempo l'anatomia e la fisiologia umana sono state studiate su corpi senza vita, i comuni testi di studio descrivono il “nostro giocattolo più grande” come immobile. Di conseguenza la palpazione del cranio in ambito medico, al contrario di come accade, da sempre, per fare un esempio, sull’addome, non è mai stata oggetto di studio nelle facoltà di medicina. Ci volle un signore di nome William Garner Sutherland (tra la fine dell’800 e metà del 900) per cambiato il modo di pensare al cranio. Osservando un cranio disarticolato egli notò che le ossa temporali (le ossa dove sopra si attaccano le orecchie per intenderci) erano smussate come le branchie di un pesce e ipotizzò che dovessero essere associate ad un movimento respiratorio primario. LAVORO - Cos'è un lavoro di medicina osteopatica sul meccanismo cranio sacrale? “È una tecnica che l’operatore attua tramite un tocco leggero sulle ossa craniche e sulla colonna vertebrale nonché sull’osso sacro o in altre parti del corpo, al fine di stabilire un contatto con il ritmo “pulsatile” e “vibrazionale” della persona, per stimolarlo e assecondarlo. La tecnica di ascolto del meccanismo respiratorio primario ruota attorno alla fluttuazione ritmica del liquido cefalorachidiano, un fluido trasparente che permea l'intero sistema nervoso centrale mantenendolo in sospensione, proteggendolo, nutrendolo e contribuendo alla regolazione della conseguente pressione intracranica”, spiega il dottor Giuseppe Pensieri, osteopata, membro del Registro degli Osteopati d’Italia. ALL’UNISONO – “Il tocco molto leggero è in grado di mettere l’operatore in sintonia con il ritmo del corpo del paziente, in silenzio, ascoltandone quasi il battito. Parlo di battito per rendere il discorso semplice, ma in realtà l’osteopata entra in sintonia con la frequenza dell’altra persona percependone la sua salute e il potenziale energetico. Tutto ciò è quasi del tutto impercettibile per chi riceve il trattamento il quale non riesce a percepire il grado di intervento che si esplica sull’intero organismo”. TRATTAMENTO – “Intervenendo sulle funzionalità dell’intero organismo, questo approccio terapeutico garantisce benefici a tutti i livelli: allontana agenti stressogeni, riequilibra la postura, i muscoli, l’apparato gastroenterico migliora la respirazione. Il semplice ascolto del meccanismo cranio-sacrale è idoneo in molti casi nella cura della sciatalgia, dei mal di schiena, dei traumi da parto, colpi di frusta, emicranie, scoliosi, vertigini e problemi dell’articolazione mandibolare. Agisce profondamente sul sistema nervoso, influenzando il sistema ormonale e quello immunitario, favorendo l’armonia degli stati psicologici ed emotivi, stimolando uno stato di benessere generale. È un approccio terapeutico delicato e sicuro. Per questo, viene spesso consigliato in circostanze considerate rischiose, come gravidanza, dopo un’operazione o incidenti comatosi. In merito alla natura non invasiva della tecnica, il gesto cranio-sacrale si può praticare anche sui neonati, su persone anziane. Ci si può avvicinare a tale trattamento per differenti disturbi o patologie, di origine fisica o psicologica. Portare la testa nelle mani di un esperto osteopata può essere un inizio per rimettere in sesto i disordini più comuni”, conclude il dottor Pensieri, membro della Federazione Europea degli Osteopati.
Il respiro del cervello mette ko stress, migliora postura e traumi
L’esperto: “Il nostro giocattolo più grande e il meccanismo cranio sacrale”
