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Certificati: porto d’armi dal medico di famiglia

Soggetto a iter idoneità per verificare le condizioni mentali

Dal medico di famiglia oramai sarà normale poterci trovare a far la fila anche con chi detiene in casa un’arma da fuoco con regolare licenza. Parte il 4 maggio l’usanza di recarsi nello studio per chiedere l’idoneità.     DECRETO - Lo impone una direttiva europea (51/2008) fatta propria dal decreto legislativo 29 settembre 2013. Obiettivo: verificare le condizioni mentali di tutti coloro che tengono armi in casa. Il decreto recita che entro 18 mesi i detentori di armi - maggiorenni e senza precedenti penali - devono produrre il certificato medico per il rilascio del nulla osta all'acquisto di armi comuni da fuoco (RD773/31), salvo non ne abbiano già uno valido (sei anni è la validità del porto d'armi).     PUGNALI & C. - La trafila diventa identica, sia per chi ha la licenza di detenzione di armi in casa sia per chi ha il vero e proprio porto d’armi a propria difesa. E si estende anche le armi bianche “proprie” (pugnali & co). Come per chi ha il porto d’armi, occorrerà il certificato anamnestico del medico di famiglia; il curante potrà richiedere successivi accertamenti effettuabili in strutture pubbliche. Quindi, si passa per il nullaosta rilasciato dal medico dell'Asl o dei corpi militari dello Stato su modello ministeriale: va chiesto entro 3 mesi dalla data del certificato anamnestico del Mmg e per ottenere il documento in Questura deve risultare che il richiedente non è affetto da malattie mentali o vizi che ne diminuiscono, anche temporaneamente, la capacità di intendere e volere. Chi, scaduta la licenza, non si fa visitare, dopo il 4 maggio riceverà una diffida dal questore ma potrà presentare il certificato nei 30 giorni successivi al ricevimento della diffida.

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