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Menopausa: 1 donna su 3 ha disturbi severi

Produttività: il 20% delle donne si assenta dal lavoro per malessere

Non tutte le donne vivono la menopausa come un momento sereno. Per i disturbi, per una fase fisica in cui ci si sente “meno apprezzate” o per un impatto deleterio sul lavoro, a causa di frequenti assenze motivate dal disagio fisiologico. Di certo, è questo un momento della vita della donna compreso tra i 45 e i 55 anni (anche se ci sono situazioni in cui compare prima) in cui cessa la capacità procreativa.     COSA E’ - Vampate di calore, alterazioni della libido, secchezza della pelle e della mucosa vaginale, sino a irritabilità, depressione e problemi di memoria sono solo alcuni dei disturbi (più o meno intensi), di cui si sente parlare. Problemi che interessano circa 1 donna su 3 e che hanno un impatto anche sulla produttività, come sottolineato da una recente indagine inglese che ha rivelato come il 20% delle donne con disturbi si assenti dal lavoro a causa del proprio malessere.     RISVOLTI - “La menopausa è una condizione fisiologica molto personale che ha risvolti sociali e culturali” spiega la dottoressa Edi Salvadori, psicopedagogista:  “Non a caso la natura ha previsto che fosse un processo che dura qualche anno, prima di consolidarsi, come se prevedesse la possibilità di un adattamento/accettazione della nuova condizione. Il termine significa “cessazione del mese” e sappiamo che le donne vivono questa fase in maniera soggettiva: chi come una liberazione, perché si sentono sollevata dal disagio mensile delle mestruazioni, libere di non dover più assumere contraccettivi per evitare una gravidanza, e che vivono la nuova sessualità liberamente e con uno slancio vitale e altre che, invece, vivono la mancanza del ciclo come una ‘perdita’ di ruolo, di bellezza, di significato. In una lettura più ampia quindi possiamo leggere i disturbi fisici come la spia di un passaggio vissuto in negativo con l’attivazione di reazioni psicosomatiche. Le donne infatti vanno incontro ad una fase dell’esistenza che non conoscono e della quale non conoscono i confini”, conclude la counselor.

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