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Cibo: informazione scorretta è fattore di rischio per la salute

Varietà ed equilibrio gli strumenti per far funzionare il corretto regime alimentare

L’alimentazione non è sempre un argomento trattato come si deve. Le semplificazioni eccessive hanno indotto a comportamenti sbagliati e pericolosi per la salute Guai a demonizzare singole classi di nutrienti: il regime alimentare funziona come un’orchestra complessa in cui proprio la varietà degli strumenti e il loro equilibrio funzionano nella melodia.     A TAVOLA - “Il cibo è un sistema complesso: mentre da un lato è oggetto di un’attenzione mediatica quasi morbosa, scarsa è l’informazione sulle caratteristiche nutrizionali di ciò che mettiamo in tavola. Emblematico è il caso dei grassi, troppo spesso demonizzati e il cui corretto utilizzo è stato riabilitato dopo 40 anni di terrorismo informativo. Ma la disinformazione sugli alimenti interessa anche i carboidrati, le proteine, e le diete riduttive che escludano intere fasce di nutrienti o singoli elementi anche in assenza d’indicazioni mediche che giustifichino questi comportamenti. Notizie che a volte influiscono sulle scelte alimentari e sui comportamenti di fasce di popolazione”, dichiara Michele Gulizia, presidente Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, direttore della Divisione di Cardiologia dell’Azienda “Garibaldi-Nesima” di Catania.     MODELLI - “Le politiche europee per il miglioramento della salute pubblica devono passare attraverso la promozione di corretti modelli alimentari che tengano conto del complesso sistema di conoscenze, credenze e comportamenti che stanno alla base dei modelli alimentari” conclude Gulizia “Non solo cibo, numero dei pasti, nutrienti, ma anche la valutazione dell’effetto che ciascun cibo ha sull’organismo e il ruolo ancora poco incentivato dell’attività fisica, la grande assente dalla quotidianità degli occidentali, e ormai quasi scomparsa della vita dei bambini e dai programmi scolastici. Così come sottolineato anche da importanti studi come quello di Nature che evidenzia come l’inattività fisica contribuisce allo sviluppo di malattie metaboliche croniche e alla mortalità precoce. Mentre anche pochi minuti al giorno di attività moderata-vigorosa è in grado di avere effetti benefici sia sul peso in generale che sulla circonferenza addominale, dove si annida il grasso ormai noto come pericoloso anche nei soggetti normopeso. Sono quindi necessarie soluzioni strutturate a un problema così complesso ma soprattutto desideriamo sottolineare il ruolo centrale della stampa divulgativa nel diffondere informazione basate su evidenze scientifiche certe, a tutela del cittadino-lettore. Proprio per questo abbiamo organizzato una tavola rotonda in cui si concerti insieme ai giornalisti un nuovo modo di parlare di cibo e di alimentazione”.

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