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Gianni Togni: “Cerco di capire cosa mi racconta il corpo”

Il racconto: "Un angelo custode mi è corso in aiuto, avevo dolori fortissimi…"

“Non amo l’uso e abuso di medicinali. Evito di affollare inutilmente al primo doloretto gli studi medici, ma cerco sempre di capire prima cosa mi racconta il corpo e poi, se veramente necessario, agisco in maniera più radicale. Di solito però, per arginare il fastidio e non intossicarmi, all’inizio preferisco curarmi con rimedi naturali e omeopatici, ottenendo quasi sempre ottimi risultati”, confessa a iltempo.it Gianni Togni, cantautore romano che ascoltiamo in radio con il suo ultimo album “Il bar del mondo”. E in tema di salute racconta: “L’ultimo problema in ordine di tempo l’ho dovuto affrontare nel settembre 2014, appena tornato a Roma dalle vacanze in un’isola, quando cominciai a provare un fastidio che partiva dalla scapola e s’irrorava lungo tutto il braccio destro. Sulle prime ho pensato a un malessere passeggero, forse dovuto ad aver guidato per troppo tempo la moto in strade non proprio perfette, e che sarebbe svanito in fretta. Quando, dopo qualche giorno, quel dolore non mi permise più di suonare, poi di dormire e, infine, di muovermi, decisi che era giunto il momento di sottopormi a visite specialistiche serie e convenzionali. Rimandai l’uscita del nuovo cd, “Il bar del mondo”, che doveva essere stampato di lì a poco, e cominciai il pellegrinaggio. Nonostante varie analisi, test meccanici ed elettricicui mi sottoposi, nessuno in realtà riusciva a capire l’origine del male. Le ipotesi variavano da medico a medico, e quasi tutti mi proponevano di fare iniezioni locali, le famose infiltrazioni, che ovviamente rifiutai. Provai anche alcune sedute con un pranoterapeuta, niente. Devo ammettere che ero stremato, ma non volevo cedere. E così un giorno, casualmente, parlando al telefono con un mio carissimo amico chirurgo gastroenterologo, gli spiegai il mio dolore e lui trovò la soluzione. Andai immediatamente nello studio di una dottoressa sua amica, specializzata in agopuntura, e in dieci sedute tutto si è risolto nel migliore dei modi. Devo ringraziare il prof. Giandomenico Miscusi per l’intuito e il consiglio, la dottoressa Laura Guardia per avermi tirato fuori, anche psicologicamente, da quel brutto momento con professionalità e solidarietà, e la mia fidanzata perché mi ha sopportato, e supportato, amorevolmente in ogni momento. Ora sto benissimo, per fortuna, e non sento neanche un flebile accenno di quella sofferenza. Quale santo mi è corso in aiuto? Sinceramente non lo so, ma un “angelo custode” sono certo di averlo; però questo è un segreto che preferisco tenere per me”.

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