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Veneto: tabagista il 18% dei cittadini e 3.080 casi di tumore al polmone

Oggi a Padova la terza tappa della campagna degli oncologi in 8 regioni sulla neoplasia

“Il 25 della popolazione del nostro Paese è esposto ai pericoli delle sigarette. Le istituzioni devono al più presto estendere i divieti a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati”, dice il prof. Pierfranco Conte, direttore dell’Oncologia Medica 2 dello IOV e coordinatore tecnico scientifico della Rete Oncologica Veneta.     MALATTIA - In Veneto il tumore al polmone colpisce ogni anno circa 3.080 persone (40.000 in tutto il Paese). È la terza neoplasia più frequente, ma gli italiani non sembrano essere ben informati sulle cause: 8 cittadini su 10 non sanno che il fumo passivo provoca la malattia. Possibile? Eppure c’è una ignoranza che preoccupa, visto che la metà (il 49%) ammette di accendersi spesso una “bionda” in presenza di bambini. E per il 43% smettere con le sigarette non riduce il rischio di sviluppare questa patologia.     SONDAGGIO - Sono alcuni dei dati emersi dal sondaggio condotto dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) su oltre 3.000 cittadini. L’indagine è presentata oggi all’Istituto Oncologico Veneto (IOV) di Padova e fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sul tumore del polmone. L’iniziativa, promossa dall’AIOM con il patrocinio della Fondazione “Insieme contro il Cancro” e dell’associazione di pazienti “WALCE” (Women Against Lung Cancer in Europe), prevede un tour in otto regioni ed è realizzata con il supporto di Boehringer Ingelheim.     PIAGA - “Il cancro al polmone si caratterizza da un forte stigma sociale - afferma il prof. Pierfranco Conte -. Il 59% degli intervistati ritiene che chi è colpito dalla malattia, soprattutto se si tratta di un tabagista, sia ‘colpevole’ della sua condizione. In Veneto il 18,6% della popolazione fuma regolarmente. Ricordiamo che respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone. E il fumo passivo è un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia. Ma troppi ignorano le regole fondamentali della prevenzione. Per questo abbiamo deciso di promuovere un progetto nazionale rivolto a cittadini, oncologi e Istituzioni”.     INQUINAMENTO - Il fumo passivo rappresenta il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600.000 morti l’anno. “Il 25% della popolazione italiana è esposto ai suoi rischi - sottolinea il prof. Conte -. Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo così è possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone più a rischio, come donne in gravidanza e bambini”.

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