Riduzione della quantità di polline nell'aria senza rinunciare al verde pubblico. Questa è la nuova campagna che FareAmbiente e SIAAIC (Società italiana di allergologia asma e immunologia clinica) si accingono a condurre presentando il “Decalogo Allergy Safe Tree”. L'evento si terrà mercoledì 18 marzo alle ore 13 presso la sala stampa della camera dei deputati in via della Missione 4. “Grazie all'impegno dei rispettivi presidenti Vincenzo Pepe e Giorgio Walter Canonica, è stato possibile mettere a punto un Decalogo dove vengono fissate le dieci regole d'oro che le amministrazioni locali dovrebbero seguire per evitare che il verde pubblico si trasformi in una bomba ad orologeria per i cittadini allergici. Anche la Ue è interessata al progetto che si collega a una ricerca ben più ampia sui danni recati alla salute pubblica dai cambiamenti ambientali e climatici legati all'urbanizzazione”. Lo afferma Vincenzo Patella professore incaricato presso la Scuola di Specializzazione di allergologia e immunologia clinica facoltà di medicina e chirurgia università di Napoli, Federico II. “Non mettere a dimora piante dannose nelle città, è un atto di civiltà e di prevenzione per la salute dei cittadini. Molti pollini infatti, specialmente nelle grandi metropoli che hanno un alto tasso di inquinamento, si uniscono al PM10, sostanza nociva prodotta dai gas di scarico delle auto, e finisce poi nei polmoni dei cittadini”. Aggiunge Vincenzo Pepe presidente nazionale di FareAmbiente – Movimento ecologista europeo. Il catalogo individua le 10 semplici soluzioni da mettere in atto prima dell'entrata della primavera. Preferire piante entomofile cioè che affidano agli insetti l'impollinazione e producono minori quantità di polline e, non quelle anemofile che invece ne affidano al vento la sua propagazione. A questo proposito dovrebbero essere evitate piante come betulle, cipressi e ulivi. Da preferire invece alberi ed arbusti che fioriscono in estate o in inverno per avere un impatto minore (gelsomino nudiflorum, camelia, erica, liburno, etc.). Effettuare la potatura delle siepi prima della fioritura e prima dell'emissione del polline. Falciare i prati prima della fioritura. Seguire il calendario pollinico per praticare gli sfalci delle graminacee che sono altamente allergeniche. Diserbare le aree endemiche per l'ambrosia (area padana). Predisporre la falciatura e gestione del verde nelle ore notturne e nelle giornate poco ventilate. Bonificare i luoghi di aggregazione da specie arboree, arbustive e prative allergizzanti. Bonificare i luoghi pubblici da piante responsabili di dermatiti allergiche (asteracee tipo margherite e crisantemi, piante urticacee tipo ortica e parietaria, piante euforbiacee tipo stelle di natale). Consultare la mappe delle aree climatiche per il monitoraggio delle concentrazioni dei pollini prima di predisporre eventi pubblici. Gli ospiti. Al convegno parteciperanno Vincenzo Pepe, presidente nazionale FareAmbiente; Vincenzo Patella coordinatore nazionale task force cambiamenti climatici e ambientali SIAAIC, Giovanna Palma, membro commissione agricoltura della camera dei deputati; Angelo Attaguile, segretario di presidenza della commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie; Giorgio Walter Canonica, presidente SIAAIC, Angelo Passaleva, Presidente Historian della SIAAIC, Amedeo Postiglione, presidente alta corte internazionale per la difesa dell'ambiente; Gian Paolo Landi di Chiavenna, già assessore alla salute del comune di Milano e Alessandro Miani, Responsabile Salute e Qualità della Vita di FareAmbiente, Daniela Di Bartolomeo, direttrice museo Paestum nei percor
Un decalogo da lanciare contro le allergie
L’iniziativa per evitare che il verde pubblico si trasformi in una bomba a orologeria per i cittadini allergici. Si terrà mercoledì 18 marzo alle ore 13 presso la sala stampa della Camera dei deputati
