Il cervello ha bisogno dei cibi giusti. Non c’è nulla da fare. “Il ruolo della prevenzione – sostiene il Prof. Aldo Quattrone, Presidente della Società Italiana di Neurologia (SIN) – è cruciale nel caso delle malattie neurodegenerative; in ambito neurologico la prevenzione passa in primo luogo attraverso un corretto nutrimento del cervello, da intendersi tanto in senso stretto, come accorta e sana alimentazione, quanto in senso più ampio, come esercizio fisico e allenamento intellettuale, entrambe buone pratiche per prevenire l’invecchiamento cerebrale”. DIETA E MALATTIE - Fino a poco tempo fa, si pensava che il funzionamento della mente dipendesse unicamente dalla dotazione genetica, oggi invece i può affermare che non solo non è così, ma che al contrario fattori ambientali di tipo alimentare, fisico e cognitivo rivestono un ruolo fondamentale.Gli esperti in materia, prendono spunto dalla Va edizione della Settimana Mondiale del Cervello che si svolge in tutta Italia (dal 16 al 22 marzo) per confrontarsi sul tema dell’appuntamento: “Nutrire il cervello. Dieta e malattie neurologiche”. CIBI CONTRO ALZHEIMER - “Un’alimentazione povera di colesterolo e ricca di fibre, vitamine ed antiossidanti presenti in frutta e verdura e di grassi insaturi contenuti nell’olio di oliva (la cosiddetta dieta mediterranea) riducono l’incidenza anche della malattia di Alzheimer come dimostrato in studi di popolazione su ampie casistiche. Alcune carenze vitaminiche, in particolare di folati e vitamina B12, possono facilitare l’insorgenza di demenza, e questo appare mediato da un aumento di omocisteina, sostanza che risulta tossica per i vasi ed i neuroni. Gli antiossidanti presenti nella dieta ricca di frutta e verdura (vitamine C ed E, licopeni, antocianine) contrastano l’accumulo di “radicali liberi” prodotti dalle interazioni della proteina beta amiloide con le strutture cellulari. Anche un moderato consumo di caffè e di vino rosso, con le numerose sostanze antiossidanti contenute, sembrerebbero avere un ruolo protettivo nei confronti dello sviluppo della demenza e sono in corso attualmente degli studi di popolazione destinati a confermare tali ipotesi. Oltre ad una dieta sana, un ulteriore meccanismo naturale di protezione è il sonno, che, come recentemente scoperto, faciliterebbe la rimozione di proteine tossiche dal cervello riducendo l’accumulo di beta-amiloide e i suoi meccanismi di tossicità", fanno sapere gli esperti SIN.
Alzheimer: i cibi si e quelli no
Dieta mediterranea e sonno riducono l’incidenza della malattia
