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La spalla è mobile a volte un po’ troppo

Interventi mini invasivi a tutela dei tessuti

La spalla è l'articolazione più mobile del nostro corpo e come tale è sede di frequenti patologie traumatiche e degenerative. Le patologie che colpiscono questa articolazione possono riguardare prevalentemente le componenti muscolo-tendinee e la componente capsulare, che è il tessuto che avvolge e rende stabile questa articolazione. La cuffia dei rotatori è il gruppo di tendini più importante della spalla. La capsula articolare invece è il tessuto che riveste le componenti ossee componenti l'articolazione gleno-omerale. Nelle lussazioni di spalla si lesiona il tessuto che se non cicatrizza correttamente crea i presupposti per ulteriori lussazioni. Tutte queste patologie hanno in comune il tipo di trattamento con il quale vengono riparati e che garantisce una ripresa delle rispettive funzioni. Il termine artroscopia deriva dal greco arthron (articolazione) e skopein (guardare) ed il suo significato è appunto guardare dentro una articolazione. Il suo utilizzo nelle patologie che colpiscono il ginocchio è piu conosciuto ma negli ultimi dieci anni ha avuto un ruolo sempre più importante anche nel trattamento delle patologie della spalla andando a sostituire completamente l’incisione chirurgica dei tessuti. Attraverso piccole incisioni cutanee si introducono l'ottica che consente di visualizzare le strutture all'interno dell'articolazione e gli strumenti che servono per riparare. Anche nel caso della cuffia dei rotatori si può ricorrere al trattamento artroscopico per la riparazione. L'artroscopia consente di utilizzare mezzi di fissazione chiamati ancorette necessari per riposizionare il tendine nella sua posizione originaria.Le ancorette possono essere fatte di diverso materiale e sono deputate a creare le basi per la riparazione biologica del tendine. È importante ricordare che lo scopo degli interventi di riparazione tendinea è di consentire una riparazione biologica dei tessuti, in questo caso facilitare la nuova inserzione del tendine lesionato all'osso. La mancata guarigione biologica del tessuto porta al fallimento dell'intervento chirurgico. Il secondo gruppo di patologie più frequenti riguarda la capsula articolare e i legamenti. Di solito queste sono lesioni traumatiche dovute a traumi con il braccio in abduzione ed extrarotazione, ma in alcuni casi sono dovute ad una iperlassità , cioè una grande elasticità, della capsula. Il trattamento artroscopico consente di ricreare la continuità nel tessuto capsulare e legamentoso e il recinto di tessuto per contenere la testa dell'omero. Anche in questo caso vengono utilizzati dei mezzi di sintesi per inserire nuovamente il tessuto lesionato all'osso e consentire al processo biologico di terminare la guarigione dei tessuti. Il trattamento artroscopico essendo quidi una procedura mini-invasiva consente una rapida ripresa dall'intervento chirurgico e un rapido inizio della fisoterapia postoperatoria. Va ricordato che comunque il recupero funzionale del distretto sottoposto a intervento chirurgico può durare a lungo con trattamenti fisoterapici dai tre ai sei mesi a seconda del tipo di lesione. * ResponsabileUnità Operativa Semplice Chirurgia Ortopedica e TraumatologicaArto Superiore Ospedale San Carlo Idi Sanità

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