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Una stampante 3D per ricostruire il corpo umano

Biostampanti di tessuti: per restituire funzione e integrità a ferite, organi e parti del nostro organismo danneggiate. Lembi di pelle e pezzi di ricambio corporei, creati su misura, su richiesta e...

Biostampanti di tessuti: per restituire funzione e integrità a ferite, organi e parti del nostro organismo danneggiate. Lembi di pelle e pezzi di ricambio corporei, creati su misura, su richiesta e senza complicazioni causate da rigetto o incompatibilità: fantascienza? No. È il sogno proibito del professor Valerio Cervelli, direttore della cattedra di Chirurgia Plastica dell`Università degli studi di Roma «Tor Vergata». Ne sta parlando oggi a Roma. E ne parlerà fino a sabato, profittando del VI Convegno Internazionale di Chirurgia Rigenerativa, in partnership con l’Esercito italiano. «La creazione di una stampante 3D rivoluzionerà la biomedicina, aprendo la strada a nuove possibilità di cura e a una migliore qualità della vita dei pazienti», sostiene il presidente del Congresso impegnato a guidare una ciurma di pionieri nell’utilizzo di tecniche sempre più all’avanguardia, sia sul fronte estetico che chirurgico. «Il nostro corpo è un laboratorio in grado di autoripararsi. Lo fa con una ferita e lo può fare anche dandogli "un aiutino". La nuova dinamica è potenziare le capacità che il corpo ha di rigenerarsi. Nella chirurgia rigenerativa sono tre gli elementi utilizzati: le cellule staminali ottenute dal tessuto adiposo e da altri tessuti,i biomateriali sintetici e i fattori di crescita contenuti nelle piastrine. Sia le cellule staminali che le piastrine vengono prelevate dallo stesso paziente, attraverso un’autodonazione. Con una liposuzione possiamo prelevare il tessuto adiposo che attraverso un processo di filtrazione meccanica, consente di avere le cellule necessarie alla rigenerazione dei tessuti»,spiega l’esperto. «In questo modo andiamo a utilizzare le cellule dello stesso paziente non solo per riempire, come nel caso di seno o viso, o per il ringiovanimento della pelle, ma anche per combattere un problema come l’alopecia. Risorsa nella medicina militare, dove si interviene sulle ferite da arma da fuoco grazie a dispositivi "ad hoc" come il "plasma expander", le cellule autoprodotte sono anche impiegate in vulnologia, con la cura di ulcere o del piede diabetico», conclude Cervelli, convinto che anche i chili di troppo possono rappresentare una risorsa di bellezza e salute.

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