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Pediatri e allergologia: seminare benessere con la Low Dose Medicine

In Italia circa il 20% della popolazione soffre di patologie di natura allergica

Seminare salute per raccogliere benessere. Non è solo lo slogan scelto dalla Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) riunita a Verona nel XXVI Congresso nazionale. Perché è anche il punto di arrivo se si vogliono evitare complicazioni in età adulta: basta gestire patologie in crescita nei minori, come per esempio in allergologia. Dagli anni Settanta, in Europa l’incidenza di queste malattie è aumentata del 30-50%. In Italia circa il 20% della popolazione soffre di patologie di natura allergica che, nella maggior parte dei casi, iniziano nei primi anni di vita con una successiva differente distribuzione in base all’età. La componente immunologica che esiste tra asma bronchiale allergico, rinocongiuntivite, dermatite atopica e allergie alimentari, consente di verificare una immunità sbilanciata nei confronti di determinati antigeni ambientali ubiquitari: caratteristica tipica del fenotipo allergico. La forbice che c’è tra il soggetto allergico e quello non allergico (risposta Th1/Th2) viene modulata sin dalle primissime ore di vita del neonato; la conversione verso un pattern citochinico di tipo Th1 inizia infatti subito dopo la nascita e si completa generalmente entro i primi 5 anni grazie soprattutto alle cellule APC (cellule presentanti l'antigene), i macrofagi e le cellule dendritiche che, mediante la produzione di specifiche citochine come ad esempio l’interleuchina-12 (IL-12), inibiscono la risposta Th2, favorendo la maturazione delle cellule T naives verso la subpopolazione di tipo Th-1. Questo detto scientificamente. In pratica il tentativo di impiegare una terapia con citochine tipicamente prodotte dalla sub-popolazione linfocitaria Th1(come IL-12 e IFN-?), atte a contrastare l’over-espressione di quelle di origine Th2, rappresenta quindi l’approccio farmacologico teoricamente più avanzato nel campo dell’applicazione clinica dei principi di terapia immunologica. L’utilizzo di tali citochine “antiinfiammatorie” di tipo Th1 a dosaggi derivati dal classico approccio farmacologico ha però dato luogo a seri effetti collaterali, tra cui episodi di aritmia cardiaca. La soluzione c’è: è la Low Dose Medicine. Sostanzialmente consente di escludere il problema degli effetti collaterali tipici conseguenti all’uso dei dosaggi farmacologicamente attivi. In vitro è stato dimostrato che alcune citochine Th1 low dose, (in particolare IL-12 e IFN-?) attivate con metodo SKA (Sequential Kinetic Activation), sono in grado di modulare l’espressione delle citochine Th2 over-espresse al fine di riequilibrare la risposta Th1/Th2 nel paziente allergico.

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