Italia paese no smoking entro il 2035. Lo dice Biagio Tinghino, presidente SITAB, che inserisce la penisola “insieme alle altre nazioni che hanno elaborato le loro strategie, e fissato la data dell’endgame: la Nuova Zelanda e l’Irlanda nel 2025, la Scozia nel 2034, la Finlandia nel 2040. Per farlo alcune società scientifiche stanno elaborando un Manifesto condiviso che verrà portato all’attenzione delle istituzioni nazionali”. Il motivo si sa: il tabagismo provoca globalmente oltre 6 milioni di morti l’anno, è responsabile del 4% degli anni di vita persi, il 12% in Europa (Global burden of disease 2010), e di un costo economico stimato in 500 miliardi di dollari l'anno (WHO). Interventi per ridurre questo scenario ci sono: dalle politiche di prezzo e di limitazione di uso alle campagne di mass media, dalle strategie di disassuefazione agli interventi di prevenzione primaria, sono diversi i modi per eliminare il termine tabagismo dal vocabolario italico. Si discute anche di questo nell’ambito del X° Congresso SITAB in corso a Torino e presieduto dal dottor Fabio Beatrice. Questa la sede dove si parla anche de “La strategia di “fine corsa”, proposta dall’Associazione italiana di Epidemiologia, dalla SITAB e dalla Società Italiana di Igiene a tutte le associazioni scientifiche interessate, da quelle di oncologia a quelle di cardiologia e di malattie respiratorie. Le azioni del manifesto sono molte, ecco i punti: 1. aumenti progressivi della tassazione; 2. estensione progressiva delle aree di divieto di fumo (ad esempio aree di competenza sanitaria, parchi per bambini, automobili in presenza di bambini, strutture sportive etc); 3. riduzione progressiva del contenuto massimo di nicotina nel tabacco; 4. varo di una strategia di cessazione, incentrata su prestazioni efficaci e gratuite, e supportata da interventi di promozione della cessazione, ad esempio tramite campagne di comunicazione; 5. un programma economico di sostituzione delle entrate delle accise nel bilancio dello Stato; 6. un programma di riconversione dell’industria del tabacco in Italia e di riqualificazione degli occupati nel settore; 7. un programma di riconversione del settore della tabacchicoltura; 8. l'adozione di confezioni generiche per i pacchetti di sigarette e di tabacco; 9. l’incentivazione della sostituzione delle sigarette con prodotti alternativi meno dannosi, come le sigarette elettroniche; 10. una strategia di “narrazione” dell’endgame che miri a de-normalizzare l’uso del tabacco in Italia, a cui dovrebbero contribuire campagne di mass media, e una condivisione dei valori della strategia con membri influenti della società civile, in modo che concorrano quando possibile alla sua diffusione. La strategia dovrebbe inoltre anche considerare un intervento innovativo e di grande impatto comunicativo, adottato in tutti i paesi che si sono dotati di una strategia di “endgame”: 11. la decisione di vietare il tabacco per tutte le generazioni nate successivamente ad un dato anno, ad esempio il 2005.
Italia paese no smoking entro il 2035
Anche la Penisola impegnata nel progetto anti-fumo insieme con altre nazioni. La Nuova Zelanda e l’Irlanda nel 2025, la Scozia nel 2034, la Finlandia nel 2040
