Secondo i dati dell'Oms, nel 2020 una coppia su tre sarà infertile (in Italia, oggi, ha problemi di infertilità una coppia su quattro). Le cause dell’infertilità di coppia restano molteplici, ma quella principe e immediatamente riconducibile alla società moderna, è rappresentata dall'età in cui la donna si sente pronta per cercare la sua prima gravidanza; età che, per ragioni sociali, negli ultimi anni è stata progressivamente posposta, subendo un balzo in avanti considerevole, passando dai 25 dei primi anni novanta agli attuali 33 (dati Istat). Sui media continuiamo ad apprendere di gravidanze in donne over 40, ma non possiamo ignorare che queste gravidanze, molto spesso, sono state ottenute ricorrendo a tecniche di fecondazione in vitro con donazione di gameti, ovvero grazie all'ovodonazione, tecnica proibita in Italia fino all’aprile di quest’anno. Nel 2012, il 60% delle circa 10.000 coppie italiane che è andato all'estero per eseguire una fecondazione assistita ha richiesto proprio la donazione eterologa degli ovociti: fino ad ora, l'unica maniera per poter "aggirare" l'ostacolo dell'esaurimento ovarico, naturale ed inevitabile conseguenza dell’avanzare dell'età della donna. Ebbene, la buona notizia è che oggi possiamo "prendere in prestito" una tecnica già da tempo impiegata in altri paesi europei e in Usa, che permette il congelamento dei propri ovociti per "bloccare" l'orologio biologico della donna, proteggendone la fertilità. Stiamo parlando del cosiddetto Social Egg Freezing, ovvero della tecnica originariamente utilizzata per preservare la fertilità nelle pazienti oncologiche e oggi impiegata per permettere anche alla donna sana di conservare i propri ovociti in attesa che le condizioni, in questo caso, sociali, economiche ed emotive, le possano consentire di progettare e portare a termine una gravidanza consapevole e realizzare quindi il proprio desiderio di maternità. Grazie al Social Freezing, una donna che lo desideri potrà far congelare i propri ovociti in un periodo della vita sicuramente più fertile (dai 25 ai 35 anni) per poterli utilizzare una volta che i precedenti impedimenti siano stati rimossi. Si tratta di una tecnica che permette alla donna di superare la pesante asincronia tra la condizione sociale ideale per progettare una gravidanza e la sua età anagrafica e biologica. Ne abbiamo parlato a Roma venerdì scorso in occasione dell'evento dal titolo "Social Freezing in a Freezing Society" patrocinato dalla Facoltà di Medicina e Odontoiatria dell'Università La Sapienza di Roma e promosso dal Nike Medical Center di Roma. Per confrontarsi sul tema sono intervenuti ginecologi, esperti in medicina della riproduzione e antropologi, il cui obiettivo è stato quello di cercare di comprendere le ragioni sociali di tale innalzamento e di rendere note le potenzialità di una tecnica che si preannuncia rivoluzionaria e in grado di permetterci di affermare che passare dalla preservazione della fertilità, alla prevenzione dell'infertilità è oggi possibile. Durante l'evento di Roma è stato inoltre proiettato in anteprima il video vincitore del concorso realizzato nell'ambito della campagna di informazione Stop Infertility, promosso dal Nike Medical Center in collaborazione con gli studenti della Rufa - Rome University of Fine Arts - ai quali è stato chiesto di interpretare il tema del convegno. * Ginecologa e specialistaMedicina della riproduzione
Figlio mio oggi non ti posso avere. Domani sì
Crescono l’età media delle madri il rischio di infertilità dopo i 40 anni L’alternativa familiare alla eterologa è la fecondazione di giovani ovociti
