Si tratterebbe di un metodo rivoluzionario che viene direttamente dalla “perfidia Albione”. Un colpo e via il tumore al seno. O così almeno parrebbe. Ma come si sa, metodo Di Bella, la cialtronata del metodo Stamina et similia, bisogna prendere tutto con le pinze. Il trattamento pioneristico rimpiazzerebbe settimane di radioterapia con un singolo, mirato colpo e, cosa veramente singolare, sarebbe offerto dal sistema sanitario nazionale, in inglese NHS (National Health Security). La dose di radiazioni è spedita da dentro il seno, una volta che il tumore è stato rimoso chirurgicamente. Ne trarrebbero beneficio più di 36mila persone e inoltre darebbe una grande mano anche alle stanche casse del sistema sanitario nazionale. Le “linee guida”, che si possono tranquillamente leggere sul sito del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) (http://www.nice.org.uk/Guidance/InDevelopment/GID-TAG353), dicono che migliorerà la vita del paziente. La tecnica, chiamata, intra-operative radiation, è utilizzabile esclusivamente dai pazienti che sono riusciti a individuare il cancro per tempo. Al momento, questi pazienti si sarebbero sottoposti a un intervento di chirurgia per rimuovere il tumore. Dopo avrebbero sopportato quindici viaggi all’ospedale per il ciclo radioterapico, per uccidere qualsiasi cellula cancerosa. Il ciclo “intra-operativo” delle radiazioni si effettuerà durante l’operazione. Una vola che il tumore è rimosso, verrà introdotto un catetere nel seno e rilasciate le radiazioni nel sito esatto dove il era il cancro un’ora e mezza prima. Testato su più di duemila persone il test ha avuto un successo effettivamente paragonabile a quello della convenzionale radioterapia. Comunque, giacché è una tecnica recente, non ci sono date disponibili per sapere quando sarà resa effettivamente pubblica. Inoltre, oltre ai vantaggi degli evitati viaggi all’ospedale, la singola dose permetterebbe di ridurre i danni ad altri organi come il cuore o l’esofago, che sono a rischio durante il trattamento che coinvolge tutto il seno. Il NICE dice che la procedura e i costi devono essere chiari al paziente. Il professor Carole Longson, direttore del reparto “health technology evaluation”, valutazione dei rischi della tecnologia sanitaria, del NICE, dichiara: «Data la sua apparizione recente, noi possiamo solo raccomandare di usarlo con parsimonia e attenzione e in maniera controllata». «Questo permetterà ai pazienti di essere totalmente consapevoli dei rischi e dei benifici che si possono trarre dal tipo di trattamento medico, e permetterebbe anche ai medici di raccogliere quante più informazioni possibili». Un reparto di radioterapia spende più o meno il 30% del suo tempo affrontando casi di cancro al seno. Una stima preventiva suggerisce che l’introduzione del sistema “intra-operative radiation” potrebbe liberare risorse per 15milioni di sterline l’anno. Ma l’apparecchiatura costa e per iniziare l’investimento bisognerebbe avere a disposizione 500mila sterline per singola azienda sanitaria. Il Prof. Jeffrey Tobias, che è stato uno dei primi a sperimentare la tecnica alla University College London Hospitals, ha dichiarato alla BBC: «Siamo indietro, molto indietro, è una gran pena». «In Germania ci sono 60 centri capaci di fare questo, in UK ce ne sono solo sei». Ha continuato. «Cosi per noi questa – ha proseguito – è una notizia fantastica perché così si continua su questa via di innovazione terapeutica». Se dovesse essere approvata la guideline in Inghilterra il sistema sarebbe introdotto entro la fine del mese. Il Galles e il Nord Irlanda sono tenute a seguire le linee guida del NICE con date diverse autonome, mentre la Scozia gioca per sé. Sally Greenbrook, l’ufficiale del “Breakthrough Breast Cancer”, dichiara: «che molte persone fanno avanti e indietro per ospedali anche cinque giorni a settimana per tre settimane». «Il cancro distrugge le loro vite – dichiara la Greenbrook – e anche quelle delle loro famiglie». Secondo l’ufficiale medico questo nuovo trattamento permetterebbe che il metodo sia più veloce, e che i malati «possano godere della loro vita in modo più umano». Emma Greenwood, capo del dipartimento sulla ricerca per il cancro in Gran Bretagna, dice: «Questa potrebbe essere una buona notizia per i malati». «Inoculando la radioterapia in un solo istante e nel momento dell’operazione si offrono grandi benefici, specialmente se questo diminuisce le visite ospedaliere». Una visione certo più attenta ai costi che ai benefici, forse troppo inglese; ma bisogna riconoscere che almeno dona una speranza in più a chi soffre di un male difficile da curare.
Un colpo e via il tumore al seno
Il trattamento pioneristico rimpiazzerebbe settimane di radioterapia con un singolo, mirato colpo
