Nonostante la crescente attenzione alla prevenzione primaria e secondaria, le patologie cardiovascolari costituiscono ancora oggi in Italia uno dei più importanti problemi di salute pubblica, rappresentando una delle maggiori cause d’invalidità e mortalità nella popolazione adulta. Dati Istat rivelano che complessivamente le malattie del sistema circolatorio causano 224.482 morti all'anno (97.952 uomini e 126.530 donne), pari al 38,8% del totale dei decessi nella popolazione italiana. Per questo, la Fondazione onlus "Centro Lotta contro l'Infarto" è, da oltre 30 anni, impegnata nella promozione dell'innovazione scientifica in cardiologia, attraverso le sue attività, ma soprattutto il suo congresso nazionale. La XXXI edizione presenta per la prima volta numerosi output innovativi in ambiti di intervento differenziati: dalla ricerca scientifica, alle nuove strategie terapeutiche, alle nuove procedure tecnico-diagnostiche, all'elaborazione di classificazioni anamnestiche di ultima generazione, a progetti innovativi per il paziente. Tra le ultime frontiere in campo tecnico - diagnostico, una nuova tecnica per la rimozione del trombo, messa a punto dalla nostra equipe medico - scientifica. A partire dagli anni 90, epoca di introduzione dell'angioplastica primaria, molti cardiologici hanno cercato di migliorare la tecnica per aprire l’arteria del cuore responsabile dell'episodio infartuale. L'iniziale soluzione tecnica prevedeva solamente l'utilizzo del palloncino per aprire la coronaria occlusa dal trombo. Negli anni successivi si è maturato il convincimento che la soluzione migliore consistesse nel posizionare uno stent (retina metallica) e con esso impiegare dei farmaci per via sistemica in grado di facilitare lo scioglimento del trombo. Tra questi veniva estesamente impiegato l'Abiciximab,in grado di antagonizzare l'aggregazione piastrinica. Nell’ultima decade si è poi imposta una nuova tecnica per la rimozione del trombo che consisteva nell’inserimento nella coronaria di un catetere in grado di aspirare il materiale trombotico. Tale tecnica, conosciuta come trombectomia, ha dato risultati contrastanti, ma in generale ha comportato un miglioramento degli indici microcircolatori (velocità con la quale il sangue scorre nei rami coronarici e impregna il muscolo cardiaco). Tali indici rappresentano un importante surrogato clinico poiché la loro ottimizzazione si accompagna anche a un miglioramento clinico. Negli ultimi anni il Cli Fondazione Onlus ha valutato con impiego di tecniche di imaging coronarico una nuova soluzione tecnica per curare l’infarto. Si tratta della somministrazione locale all’interno del trombo, del farmaco Abiciximab. Quest'ultimo viene somministrato nella coronaria occlusa mediante la tecnica di "Local Drug Delivery" impiegando un palloncino poroso. Un primo studio pubblicato nel 2010 su Jacc Intervention dal nostro gruppo, ha documentato l’efficacia di questa soluzione tecnica. La somministrazione di Abiciximab con "Local Drug Delivery" riduceva in modo significativo la quantità del trombo residuo rispetto all'impiego del farmaco per via sistemica. In quest'ultima edizione del congresso Conoscere e Curare il Cuore presentiamo un nuovo studio: Il Coctail II. È uno studio randomizzato su 128 pazienti suddivisi in 4 gruppi. Nel primo è stato impiegato l'Abiciximab attraverso il Clearway (Local Drug Delivery); in un secondo gruppo si è effettuata la trombo-aspirazione; in un terzo si sono combinate le due tecniche; mentre il quarto gruppo fungeva da controllo. Al termine dello studio l'infusione locale di Abiciximab mediante l'impiego di Local Drug Delivery ha migliorato in modo significativo gli indici microcircolatori. È lecito aspettarsi che questo miglioramento del flusso delle arterie del cuore durante l'angioplastica dell'infarto si traduca in un importante miglioramento clinico. È anche interessante notare che nello studio, peraltro non disegnato per valore un miglioramento clinico (la numerosità non era sufficiente), si osservasse un trend importante verso la riduzione degli eventi perinfartuali, degli infarti a distanza e della morte cardiovascolare a un anno di distanza dall'arruolamento. * Presidente Centro Lottacontro l’Infarto Direttore Unità OperativaComplessa CardiologiaII Ospedale San GiovanniAddolorata di Roma
Il farmaco nel palloncino batte l’infarto
Riduce la quantità del trombo residuo rispetto ad altri impieghi Confronto su 128 pazienti: migliora l’indice di microcircolazione
