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Emorragie sempre sotto controllo

Hemopatch è il nuovo emostatico sigillante che ferma le emorragie in 2 minuti e viene riassorbito dal corpo in 6-8 settimane.

Fiocco azzurro in sala operatoria. Dopo 4 anni di studio, 400 prototipi realizzati e il coinvolgimento di 800 chirurghi nel test, la chirurgia è più sicura con Hemopatch, l’emostatico sigillante di Baxter che ferma le emorragie in 2 minuti e viene completamente riassorbito dal corpo in 6-8 settimane. In azienda lo definiscono sexy, perché è morbido e si piega a qualsiasi esigenza. I medici si sono dati appuntamento a Roma per confrontarsi sui primi dati dell’impiego pratico e le valutazioni dopo un mese dalla approvazione del marchio CE in Europa. Una buona emostasi può ridurre o evitare complicanze in sala operatoria. Gestire il sanguinamento significa poter salvare più vite e minori rischi per i pazienti, oltre che a ridotti costi per le strutture sanitarie. Dunque l’invenzione è rivoluzionaria. Anche se a guardarlo non sembra: somiglia molto a una benda porosa da un lato. Eppure offre una forte adesione ai tessuti che, quando il controllo delle emorragie tramite pressione, legatura o procedure convenzionali è inefficace o non pratico, diventa l’unica soluzione pratica in aggiunta agli strumenti della suite chirurgica. Ha di bello poi che non necessita di alcun tempo di preparazione, si conserva facilmente e ha una percentuale di successo del 97,5%. Ha di brutto  che alleggerisce di molto il portafogli della Sanità. Come se questo già non fosse sufficiente ad applaudire l’invenzione, va semplicemente applicato come fosse il tassello di un puzzle sulla sutura o l’emostasi. Poi il lato inattivo (contrassegnato da quadratini azzurri) va ricoperto con una garza, da rimuovere successivamente. Il lato attivo invece è di colore bianco: composto da una matrice di collagene bovino, è rivestita su un lato da un sottile strato di fissaggio proteico (noto come NHS-PEG), che fornisce un meccanismo di azione a due vie, in cui due componenti interagiscono per ottenere uno specifico effetto emostatico, sigillando così la superficie sanguinante e attivando i meccanismi di coagulazione dell’organismo stesso. Attualmente tanti i medici che lo stanno testando, tra cui figurano anche il prof. Paolo Miccoli, chirurgo dell’Università di Pisa, e il prof. Guglielmo Monaco, direttore dell’UOC di chirurgia toracica dell’ospedale Cardarelli di Napoli.

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