Un fumetto per combattere la discriminazione, niente più fastidiose iniezioni in futuro e una cura preventiva scoperta da ricercatori italiani. Buone notizie per i bambini diabetici. Anche se è aumentato di dieci volte negli ultimi 30 anni (in Italia sono almeno 18mila i malati), e in Sardegna si registra il picco dei casi, battere la malattia sul tempo è possibile. Diagnosi precoce, prevenzione, stile di vita corretto, consapevolezza ed educazione possono contribuire ad arginarla. Guai a dargliela vinta! L’ha pensato sicuramente il dottor Henry Anhalt, direttore medico del Programma DREAM (Diabetes Wireless Artificial Pancreas Consortium), che ha tirato in ballo il sistema di infusione ad ansa chiusa, con rilevatore wireless di glicemia, per prevedere e quindi evitare gli sbalzi del livello di glucosio nel sangue. Più noto come «pancreas artificiale», il dispositivo consiste in una pompa sottocutanea che rilascia insulina unita a un chip (che monitora il glucosio) e a un software che prevede gli sbalzi. Tradotto in benefici, regolando automaticamente l’insulina, questo strumento alleggerisce molto i problemi legati alla malattia. Se n’è parlato di recente anche al Congresso Mondiale di Endocrinologia Pediatrica svoltosi a Milano, dove si è evidenziata l’efficacia e sicurezza del «sistema» anche nella popolazione pediatrica. Più noto con il termine di «pancreas artificiale», uno studio di Moshe Phillip pubblicato sul «New England Journal of Medicine» conferma che ottimi risultati si ottengono specialmente durante la notte: è il momento di maggior rischio per le crisi ipoglicemiche che possono verificarsi e non vengono identificate. Ma questo nuovo approccio permette di controllare gli episodi di ipoglicemia notturna e permetterà in futuro, grazie all’utilizzo per l’intera giornata dell’apparecchio, di liberare i bambini diabetici dalla terapia con iniezioni. «Il 75% dei casi di convulsioni notturne sono legate al calo di zuccheri durante la notte a questa causa è attribuito il 6% dei decessi tra i diabetici al di sotto dei 40 anni. Lo studio ha preso in considerazione 56 bambini e ragazzi con una storia di malattia di almeno 1 anno, in diversi campi per diabetici allo scopo di verificare anche la possibilità di utilizzare un dispositivo tecnologicamente raffinato anche in contesto extraospedaliero e di "real-life"», spiega il professor Francesco Chiarelli, Direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Chieti e Presidente della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica (ESPE). «In Italia la diffusione del sistema di infusione ad ansa chiusa potrebbe rappresentare per i 12mila piccoli pazienti affetti di diabete di tipo 1 la svolta terapeutica e un netto miglioramento nella qualità di vita e il 90% dei genitori intervistati nell’ambito della ricerca ha dichiarato che si sentirebbe più sicuro applicando questo sistema durante la notte». La patologia è complessa ma, se controllata, consente anche ai bambini di vivere una vita normale.
Aumentano i bambini colpiti dalla malattia
In trent’anni cresciuto il numero di dieci volte Le terapie possono migliorare la vita dei piccoli