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Se non andate in ferie mangiate in ufficio

Restare al fresco davanti al pc evita calo di concentrazione ed errori Test pausa pranzo: due gruppi a confronto: stesso cibo, niente alcol

Giorno e notte. Una buona notizia per chi non va in ferie e una scoperta da tenere in conto ora che a causa del caldo è più difficile addormentarsi. Partiamo da quest’ultima: i nottambuli hanno maggiori possibilità di essere psicopatici. Sono più propensi a mostrare tratti della personalità antisociali come narcisismo e machiavellismo. Secondo l’ultimo studio condotto dalla University of Western Sydney e diretto da Peter Joanson, andare a letto alcune ore dopo il tramonto predisporrebbe meno a comportamenti antisociali e violenti e alla promozione di attività pericolose, dagli atti criminali al sesso occasionale e non protetto. Se il vostro sonno tarda ad arrivare solo d’estate, non c’è da preoccuparsi, ma se l’abitudine permane, magari in qualche membro della vostra famiglia, Fateci una riflessione. E veniamo alla buona notizia. Per molti, la scrivania dell'ufficio sta per diventare o è appena diventata un ricordo, grazie all'arrivo delle ferie. Tanti però, complice la crisi, continueranno a lavorare e lasceranno la loro postazione solo per pochi giorni. Quello che stiamo per raccontarvi contrasta con le più sane abitudini che conviene mantenere durante il resto dell’anno e può farvi tirare un sospiro di sollievo. Chi non ama uscire durante la pausa pranzo per stare alla larga dalle ore in cui il sole fa più male e l’afa toglie il respiro, può farlo senza attentare al proprio equilibrio e al proprio rendimento produttivo. Alcuni scienziati hanno scoperto che chi mangia restando seduto alla propria scrivania è più produttivo nel pomeriggio, rispetto a chi esce e consuma il pasto al bar o al ristorante. Il team di ricercatori guidato da Werner Sommer dell'Università Humboldt di Berlino, in uno studio pubblicato sulla rivista "Plos One", ha arruolato un primo gruppo di lavoratori che ha mangiato un pasto solitario alla scrivania in una quantità limitata di tempo, e un secondo che ha pranzato, in compagnia, in un ristorante a pochi passi dall'ufficio, per un totale di un’ora. I due gruppi hanno consumato gli stessi alimenti. I risultati della ricerca hanno messo in evidenza che il pasto al ristorante - rispetto a quello in ufficio - ha un effetto rilassante che si riflette sulla performance lavorativa nel pomeriggio: si rientra meno concentrati e meno vigili. La funzionalità cerebrale appare concretamente ridotta, rendendo più difficile affrontare le attività dettagliate e aprendo alla possibilità di un maggior numero di errori. Chi si limita a consumare velocemente il pasto restando di fronte al computer resta vece mentalmente più lucido. E la differenza di prestazione non può essere attribuita a ciò che si è mangiato o bevuto durante il pasto, perché in entrambi i gruppi hanno mangiato cibo simile e si sono astenuti dall'alcool. Chi si allontana dal posto di lavoro durante la pausa pranzo torna più rilassato e ottimista. L’attenuazione delle capacità cognitive è più evidente nei casi in cui sia richiesto un livello alto di concentrazione. Effetti meno pericolosi, in alcuni casi positivi, sono stati riscontrati in chi svolge un lavoro molto creativo.

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