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Elettronica è meglio ma solo senza nicotina

L’esperto Romagna: «L’e-cigarette è poco dannosa Il consiglio resta quello di respirare solo aria pura»

Il boom delle sigarette elettroniche è esploso e l’e-cig fa tendenza. Tuttavia, sono molte le polemiche e discordanti i pareri circa la dannosità delle sostanze che la compongono. Giorgio Romagna, medico e ricercatore scientifico del laboratorio Abich di Verbania e collaboratore dell’Onassis Cardiac Surgery Center di Atene, spiega senza indugio: «Il fumo elettronico è un’alternativa al fumo tradizionale. L’obiettivo non è quello di eliminare il rischio di esposizione a sostanze tossiche, ma di ridurlo sensibilmente. La sigaretta elettronica ha senso sempre e solo se ha il suo termine di paragone nel fumo di tabacco. Rispetto al fumo tradizionale, è meno dannoso e rientra infatti nelle strategie che gli anglosassoni definiscono Tobacco Harm Reduction, ovvero riduzione del danno da tabacco». Sarebbe, dunque, meglio non inalare altro che aria pura anche se dal punto di vista chimico il confronto sul piano dei numeri è rilevante: con il fumo elettronico si assumono dalle 10 alle 20 sostanze in confronto alle 4000 del tabacco. Tali sostanze sono classificate come food grade, ovvero non tossiche . L’unica che rimane tossica è la nicotina. «In commercio esistono anche cigarette senza nicotina» spiega Romagna «il dispositivo è lo stesso di quelle che la contengono e il liquido ha l’identica formulazione: ciò che cambia è la presenza o meno della molecola della nicotina che rimane ilprincipale fattore responsabile della dipendenza, ma che non porta alla morte come lo fanno invece le altre sostanze presenti nel fumo e come lo fa il meccanismo della combustione tipico della sigaretta tradizionale». Nicotina o meno, c’è poi tutto un discorso legato alla riproduzione della gestualità dell’atto di fumare che fa diventare lo "svapo" una sorta di abitudine ricreativa, come prendere un caffè, che però non rimane del tutto innocua. L’Istituto Superiore di Sanità ha sottolineato che ci sono elementi che devono essere ancora chiariti riguardo la dannosità di questo prodotto. «La letteratura scientifica in merito risulta essere incompleta e limitata, soprattutto nella dimensione del campione - interviene Romagna - tuttavia ci sono studi di notevole interesse come quello presentato nel contesto del Congresso Europeo di Cardiologia (ESC Congress 2012) a Monaco dal Dr K. Farsalinos sugli effetti cardiovascolari del fumo elettronico. Lo studio ha dimostrato che, limitatamente ai parametri osservati, il fumo elettronico non produce le stesse modificazioni cardiache in acuto tipiche del fumo di tabacco». Un lavoro proposto a Vienna al meeting della European Respiratory Society (Ers 2012), però, svolto da un gruppo di esperti dell’Università di Atene, proclama che «il fumo elettronico danneggia i polmoni». In merito Romagna si dimostra perplesso: «I risultati dei test non vengono confrontati con quelli del fumo tradizionale - afferma - ancora una volta si perde di vista il termine di paragone: è chiaro che se un non fumatore fa uso di un’e-cigarette avrà degli effetti sui polmoni rispetto a chi respira invece solo aria di montagna!».

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