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Gualtieri trascrive i primi atti di nascita esteri con due madri. FdI: illegale

Christian Campigli
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Un nuovo scontro, su un tema che divide, che crea polemiche infinite e sul quale destra e sinistra sono lontane anni luce. Non solo a livello ideologico, ma anche in termini pratici. Una distanza siderale non solo tra gli elettori dei due principali schieramenti politici, ma anche tra i rappresentati istituzionali degli stessi. È un autentico guanto di sfida al governo quello lanciato quest'oggi dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Per la prima volta nella capitale, l'anagrafe ha trascritto i certificati di nascita di due bambini nati all'estero da due coppie omogenitoriali, una italo francese, l'altra italo inglese.

 

Una forzatura politica, che segue la presa di posizione di alcuni sindaci di sinistra, convinti esista un vuoto legislativo sulle famiglie gay e lesbiche. “Un atto legittimo – ha spiegato il sindaco ai microfoni della Rai - sarebbe stata una forzatura il contrario, ovvero fare un documento diverso che avrebbe escluso una delle due mamme, non biologiche, già invece riconosciute da un certificato di un altro paese. Stiamo inaugurando la normalità per un paese civile - prosegue il sindaco - è il riconoscimento pieno della realtà. Allargare i diritti non significa negarli ad altri. Oggi due bambini hanno acquisito i diritti fondamentali e due mamme i doveri. Un passo importante alla vigilia del grande corteo del gay pride che domani attraverserà il centro della capitale. È maturo il tempo di dare al Paese una legge chiara per le famiglie omogenitoriali, che garantisca gli stessi diritti che sono riconosciuti in tutta Europa. L'amministrazione, con questo gesto concreto, ribadisce con forza di essere al fianco della comunità Lgbt+. Rendiamo tutti insieme Roma una città che non discrimina nessuno, sempre più aperta, accogliente, inclusiva, una vera Capitale dei diritti per tutte e per tutti”.

 

Una decisione, quella del primo cittadino della capitale, che non è piaciuta affatto agli esponenti della destra capitolina. “Ci rivolgeremo al prefetto di Roma, Lamberto Giannini, perché il sindaco della Capitale Roberto Gualtieri è il primo che deve attenersi al rispetto delle leggi e non può stravolgerle per i propri convincimenti politici”. Parole di fuoco, quelle pronunciate da Federico Rocca, consigliere comunale di Fratelli d'Italia e presidente della commissione trasparenza. Uno scontro che sembra essere solo all'inizio.

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