Roma Capitale

Mafia Capitale, Alemanno rinviato a giudizio

È accusato di corruzione e finanziamento illecito. L'ex sindaco: "Non ho chiesto riti alternativi perché ho la coscienza pulita"

L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è stato rinviato a giudizio nell'ambito di uno dei procedimenti scaturiti dall'inchiesta Mafia Capitale. La decisione è stata presa dal gup di Roma, Nicola Di Grazia, al termine di una camera di consiglio durata circa due ore. Secondo la procura, Alemanno, accusato di corruzione e illecito finanziamento, avrebbe ricevuto - tra il 2012 e il 2014 - 125 mila euro per il compimento di atti contrari ai doveri del suo ufficio. Denaro che, erogato anche da Salvatore Buzzi in accordo con Massimo Carminati, sarebbe stato in gran parte versato alla Fondazione Nuova Italia, presieduta dall'ex sindaco. "Non ho chiesto riti alternativi proprio per dimostrare pubblicamente la mia innocenza - spiega Alemanno - Ho la coscienza pulita e per questo non ho nulla da patteggiare. Affronto quindi - conclude l'ex primo cittadino - il rinvio a giudizio con animo sereno perché sono fiducioso nell'operato della magistratura e convinto che al dibattimento sarà accertata e provata l'assoluta correttezza del mio operato". In particolare, tramite Franco Panzironi, imputato nel maxi-processo Mafia Capitale, Alemanno avrebbe ricevuto - mediante la sua fondazione - 75 mila euro a titolo di finanziamento per cene elettorali e altri 40 mila euro per il finanziamento della fondazione Nuova Italia. Il processo si aprirà il prossimo 23 marzo , davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Roma.

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