Ucciso in casa con colpi alla testa e un leggero taglio alla gola. Il furto di qualche orologio di valore e, prima di scappare, l’incendio appiccato all’appartamento, partito dalla camera da letto. Le fiamme hanno sfigurato il volto del cadavere trovato in corridoio, forse tentava la fuga. Danneggiato parte dell’ambiente. Dopo la mezzanotte sangue e terrore a San Lorenzo. In via del Volsci 20, al quarto piano è stato ucciso il tedesco Oliver Degenhardt, 49 anni. Era amministratore delegato di Kao Italia, multinazionale con sede in California, tra i leader nel settore dei cosmetici, premiata anche per la sigla Goldwell che fa parte della galassia societaria. Tutti i marchi hanno la stessa sede legale italiana, via Bissolati. Omicidio gay? È uno dei sospetti dei carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci, coordinati dal Reparto operativo del colonnello Lorenzo Sabatino. I militari stanno interrogando le persone che conoscevano la vittima, passando al setaccio le telecamere installate in zona e verificando se i telefoni cellulari che erano nell’appartamento hanno lasciato una traccia telematica. Il rogo è stato spento dai vigili del fuoco. Vano il tentativo di rianimare la vittima da parte dei sanitari del 118. Ora la salma è nell’istituto di Medicina legale, lì a due passi. Nelle prossime ore verrà eseguita l’autopsia sul corpo e si potrà stabilire quali sono state le ferite che si sono rivelate mortali. Poche ore dopo la violenza i militari hanno ascoltato il compagno del manager. Lui avrebbe riferito che «quella sera non ero con Oliver Degenhardt. Non ci siamo visti». In effetti, risulterebbe che l’ad sia uscito di casa, ma senza prendere la sua Porsche (sequestrata dai carabinieri) che è parcheggiata in via dei Volsci. È andato a cena con una collega. Poi, verso le 23-23.30, sarebbe rientrato. Avrebbe indossato il pigiama e successivamente sarebbe avvenuto l’incontro maledetto. Con chi? Una o due pesone? È da stabilire. Che non aspettasse ospiti si ricaverebbe dal fatto che il tedesco si era messo comodo. Probabilmente ha aperto al suo assassino (o assassini) visto che la porta non ha segni di effrazione, né i vetri delle finestre sono rotti. Poi però le cose sarebbero degenerate. Forse il manager ha capito che lo scopo dell’incontro era rapinarlo. Oppure, c’è stata una discussione durante la quale ha tentato di aprire la porta e scappare. Ma la scena è terminata con l’omicidio. Anche questa dinamica è da accertare. Si sa che Oliver Degenhardt voleva cambiare casa e trasferirisi in un appartamento in via degli Ausoni. E che per la gente del posto quel signore tedesco era «una brava persona». Dice il gestore della moderna frutteria aperta all’angolo di via dei Volsci: «Spesso veniva qui la mattina. Prendeva una porzione di macedonia che prepariamo con i prodotti che coltiviamo noi stessi. Era un tipo distinto, assai gentile, sempre elegante. La Porsche? La parcheggiava davanti al negozio o qui di fronte». L’agente immobiliare dice di lui le stesse cose e aggiunge qualche particolare in più: «La sua era una bellissima casa. Parquet a terra e ristrutturata. Un appartamento curato, si vede». (Foto Gmt)
San Lorenzo, manager tedesco ucciso in casa
Sul cadavere del 49enne ferite alla testa e alla gola. A soqquadro l'appartamento in via dei Volsci. L'uomo era amministratore delegato di una società di cosmetici
