Caos in vista

Gli attivisti smontano le tende ma rilanciano il mese di “lotta”

Dopo l'assedio di via dei Fori ecco il calendario delle proteste

Dopo due giorni e mezzo d’assedio, è stata smontata la tendopoli in stile Spin Time con la quale decine di attivisti avevano occupato l’ultimo tratto di via dei Fori Imperiali. Nella notte tra sabato e domenica, intonando l’immancabile “Bella Ciao” e scandendo slogan anti-governo, i militanti si sono spostati a ridosso del Colosseo. Lì hanno campeggiato per ore in attesa del “gran finale”, cioè l’assemblea nazionale convocata per radunare tutti i collettivi e le associazioni che gravitano intorno all’Unione sindacale di base (Usb) e rilanciare «la lotta». Esponenti di varie realtà si sono alternati al microfono e hanno espresso soddisfazione per «la carovana» che nell’ultimo weekend ha bloccato le più grandi città d’Italia, Capitale compresa. Sotto accusa non ci è finito solo l’esecutivo, ma anche l’opposizione, tacciata di intestarsi le piazze senza poi prendere parte alle stesse.

Chi si aspettava che l’appuntamento potesse culminare con un ritorno all’ordine, però, si sbagliava di grosso. La fine dell’occupazione di una delle aree più suggestive della Capitale è stata solo l’occasione per fissare le prossime mobilitazioni e gli obiettivi di un novembre “caldo”, di «battaglia» contro il caro vita, il caro carburante, il caro affitti e le politiche di riarmo. La prima data da cerchiare in rosso sul calendario è quella del prossimo 9 novembre quando, in connessione con l’agitazione indetta in Spagna, gli attivisti protesteranno in sostegno del diritto all’abitare. Poi, il 20, sarà il turno dello sciopero generale proclamato dalla Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil), che coinvolgerà tutti i settori, pubblici e privati. Come se non bastasse, poi, il 12 dicembre ritornerà in piazza la galassia dell’Usb, la stessa che fino a ieri “banchettava” all’ombra dell’Anfiteatro Flavio. L’intento, neanche a dirlo, è quello di «portare alle dimissioni il governo Meloni». Il metodo lo ha anticipato ieri Valeria, del collettivo “Donne De Borgata”: «Non ci appartengono solo pratiche pacifiche, ma anche la rabbia che abbiamo visto in questi giorni». Chissà cosa ne penseranno i ristoratori romani che hanno perso gli incassi o gli agenti aggrediti dai violenti.

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