Un matrimonio dentro una villa privata sull’Appia antica o all’interno di un museo. Oppure, ancora, sotto un gazebo su una spiaggia di Ostia o in mezzo ai fiori del roseto comunale, in una chiesa sconsacrata e perché non anche al Colosseo. Insomma si potrà scegliere dove pronunciare il fatidico sì. Ciascuno sceglierà secondo il proprio gusto il luogo dove convolare a nozze civili. Di questa possiiblità si era parlato nei mesi scorsi ma ora diventa realtà grazie al nuovo «Regolamento per l’istituzione di nuove sale per la celebrazione di matrimoni con rito civile sul territorio di Roma» approvato martedì dalla giunta capitolina e giunta e presentato ieri dall’assessore al Commercio, Marta Leonori, e dal capogruppo del Pd in Assemblea capitolina, Fabrizio Panecaldo. Il nuovo regolamento non contiene la lista dei luoghi dove si potrà celebrare "il giorno più bello" individua i criteri da rispettare se un ente pubblico o un privato vuole offrire questa possibilità all’amministrazione capitolina in una sua location. Sono otto gli articoli che disciplinano la possibilità per soggetti pubblici e privati di proporre all’amministrazione capitolina la disponibilità di nuove sale per celebrare i matrimoni nelle forme previste dall’articolo 106 del Codice Civile. Gli edifici e le sale, per essere considerati idonei, dovranno comunque avere una rilevanza storica, culturale, ambientale o turistica, essere aperti al pubblico e disporre da subito di ogni caratteristica per ospitare le celebrazioni. E singole le proposte saranno raccolte attraverso un bando annuale. Nel caso di immobili sottoposti a vincolo la rischiesta dovrà essere corredata dal parere favorevole della Sovrintendenza. Attualmente i luoghi istituzionali già deputati ai matrimoni civili sono la Sala Rossa in Campidoglio, l’ex chiesetta sconsacrata Vignola Mattei a Caracalla, la Sala Azzurra a piazza Regina Pacis a Ostia e Villa Lais al Tuscolano.«Il nuovo regolamento approvato- ha spiegato Leonori- stabilisce come accreditare luoghi privati e pubblici per svolgere i matrimoni civili. È una bella possibilità per chi vuole sposarsi a Roma che porterà risorse alla città visto che gli sposi dovranno comunque pagare un canone che finirà nelle casse del Comune. Uno dei luoghi che ci piacerebbe fosse inserito tra i nuovi luoghi pubblici c’è il Roseto comunale». Impossibile darle torto considerata l’ubicazione del giardino tra l’Aventino e il Circo Massimo. Inoltre i proventi derivati dall’uso degli edifici pubblici potranno essere reimpiegati nella manutenzione degli edifici. «Questi luoghi- ha aggiunto Panecaldo- non serviranno solo ai matrimoni civili ma anche la trascrizione delle unioni civili. Noi crediamo che gli enti locali devono sempre più trasformarsi da datori di lavoro a datori di possibilità. Abbiamo ricevuto mail da tutte le parti del mondo da chi voleva sposarsi e da chi voleva aprire un impresa a questo scopo». Insomma dirsi sì nella città eterna ha tutto un altro fascino.
Dal Colosseo al Roseto per dirsi "sì"
Bando per le location. Mail da tutto il mondo per sposarsi a Roma
